No alla supremazia femminile, il caso M5S approda in Regione

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raffaella paita
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Il capogruppo delPd Raffaella Paita attacca Alice Salvatore del M5S sulla supremazia femminile in politica

GENOVA. 18 MAR. Violate le pari opportunità. Il caso della battaglia di genere al contrario del M5S a Campomorone, approda in Regione Liguria e fa eco a livello nazionale perché la storia è stata ripresa da molti mass media.

“Sinceramente pensavo che si trattasse di un pesce d’aprile in anticipo. Poi però mi hanno confermato che era tutto vero: i consiglieri comunali 5 Stelle di Campomorone hanno presentato un’interrogazione accusando il sindaco Paola Guidi di avere una giunta con troppe donne. Una posizione paradossale – volendo essere gentili – che ricorda un po’ l’uscita della Taverna sul presunto complotto per far vincere il M5S a Roma”.

Il capogruppo regionale del Pd Raffaella Paita oggi è intervenuto sul caso del gruppo M5S di Campomorone (due donne e un uomo), che l’altro giorno ha presentato l’interrogazione perché, a seguito delle recenti dimissioni di un assessore uomo, nel piccolo comune alle spalle di Genova ora ci sono tre assessori donne (incluso il sindaco di area centrosinistra Paola Guidi, che ha preso le deleghe del dimissionario) e un assessore uomo. Il grillino e le grilline chiedono che in giunta si attenui la supremazia femminile o che si aggiunga una quota azzurra con le deleghe assunte recentemente da Paola Guidi. Insomma, tre a uno non va bene, tre a due sì.

 

Raffaella Paita, invece, sostiene che la donna nella società italiana oggi viene ancora discriminata e invoca lo scontro o la gara di genere, ricordando che in Regione ci sono solo quattro donne. In realtà, sono sei: Raffaella Paita, Alice Salvatore, Lilli Lauro, Stefania Pucciarelli, Sonia Viale e l’assessore esterno Ilaria Cavo. Pertanto, nel centrosinistra sembrerebbe di essere ancora fermi agli slogan anni Settanta, senza naturalmente cadere nello scontro becero fra “garantito” e “altro andazzo”.

“A parte le battute – ha aggiunto Paita – questa vicenda ci mette di fronte a un fatto piuttosto grave. Mentre in tutti i settori, dal lavoro alla politica, la donna, nel nostro Paese, viene sistematicamente discriminata, una delle rare volte in cui gli uomini si trovano in minoranza qualcuno chiede che venga rispettata la parità di genere. Siamo alla follia. Ed è ancora più assurdo che, di fronte a tutto questo, la consigliera ragionale Alice Salvatore non abbia detto neppure una parola. Eppure in consiglio, dove le donne sono solo 4, si è spesa molte volte in favore della causa femminile. E quando è successo gliene ho dato atto. Oggi perché non dice nulla? La disciplina di “partito” (o di movimento) vale di più delle battaglie per la parità fra i generi?”.

 

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