Nino Miceli sulle “spese pazze”

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Nota di Nino Miceli sulle 'spese pazze'
Nota di Nino Miceli sulle 'spese pazze'
Nota di Nino Miceli sull’inchiesta delle “Spese pazze”

GENOVA. 2 FEB. Riceviamo e pubblichiamo alcune dichiarazioni dell’ex capogruppo del Pd in Regione Nino Miceli in merito all’inchiesta sulle cosiddette “Spese pazze” e alla sua assoluzione per due capi d’imputazione.

”È passato oltre un anno – scrive Miceli – da quel lunedì 22 dicembre 2014 quando mi fu notificato l’avviso di garanzia, in qualità di capogruppo del Pd, nell’ambito del cosiddetto processo per le spese pazze.
Oggi il giudice per le indagini preliminari mi ha assolto dai primi due capi di imputazione e ha prosciolto il nostro tesoriere Mario Amelotti dal processo.
In sostanza è stato appurato che la condotta del Pd e il metodo collettivo di rendicontazione delle spese non erano solo moralmente ma anche formalmente corretti. Gli assegni che io ho firmato nel corso del mio mandato e i rendiconti con cui ho giustificato le spese erano veritieri e non hanno comportato alcuna appropriazione indebita.
Resta a mio carico il rinvio a giudizio per alcune circoscritte spese effettuate dal gruppo del Pd e sulla cui legittimità dovrà pronunciarsi il giudice nel merito.
Non ci sono spese ‘strane’ o ‘pazze’, non ci sono mutandine o altre oscenità: ci sono solo spese riferibili alle voci previste dalla normativa.
E per tutte quelle spese sono in grado di provare, attraverso il tracciato del mio telepass o della mia carta di credito, di non averle effettuate io.
Tutte salvo un’unica ricevuta, riferita a un pasto in trattoria a Roma da Perilli per più persone e al termine della manifestazione nazionale a sostegno della vertenza Fincantieri.
Quel giorno, insieme ad altri consiglieri regionali, arrivammo a Roma al mattino presto, avendo viaggiato durante la notte sul treno insieme alle maestranze. Partecipammo alla manifestazione che si protrasse sino al termine dell’incontro presso il Ministero e, quel punto, andammo a pranzo insieme ad alcuni amministratori comunali, regionali ed alcuni lavoratori. Se queste sono le mie spese pazze sono fiero di averle fatte.
Infine confesso che questo è stato per me un anno molto difficile, imbarazzato e indignato dall’essere accostato a una vicenda moralmente ripugnante, con cui sono ed ero certo di non c’entrare nulla.
Questa condizione ha influito anche sulla mia scelta di “autosospendermi” dalla politica attiva, convinto come sono che l’onore, mio personale e del mio partito, valesse più di ogni onorevole onere ed incarico.
Sono convinto di aver fatto bene e da oggi guardo avanti con maggiore serenità”. Nino Miceli

Facebook: https://www.facebook.com/antonino.n.miceli

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