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NICOLO’ SCIALFA (IDV) RIFLETTE SUL SUO BLOG SU SCADIMENTO DELLA “POLITICA-TV” E ATTENZIONE ALLA SCUOLA CHE VERRA’

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Nicolò Scialfa: non le manda a dire
Nicolò Scialfa: non le manda a dire

GENOVA 28 AGO. Riceviamo e volentieri pubblichiamo dal blog del Consigliere Regionale e Capogruppo in Piazza De Ferrari dell’IdV dipietrista Nicolò Scialfa una riflessione sulla politica nei salotti tv, marchiata, a dire dal Preside-Politico da tenori dialettici esasperati e particolaristici che allontanerebbero i giovani ancor di più dalla “nobile arte della politica”. Poi un lucido accenno ai delicati temi della scuola – che sta per ricominciare dopo le lunghe vcanze estive degli studenti – a Scialfa ben noti e da sempre lui a cuore (m.d.m.).

“Bersaglio Mobile”, moderata (si fa per dire) da Enrico Mentana ieri sera su “La7”, è l’esempio classico di cattiva politica e di insulti gratuiti. Manualistica su come allontanare i giovani dalla politica: veleni, rancori personali, piccole rendire di posizione, oltraggi, insulti gratuiti.

Il povero Borsellino viene ucciso due volte.


Troviamo stucchevole la polemica tra le definizioni fascista e zombie.

Un piccolo esempio di quanto è accaduto ieri sera è dato dalla rassegna stampa che riportiamo:

– “La Stampa”: “Bersani-Grillo, secondo round” di R. Giovannini

– “Il Fatto Quotidiano”: “Cartaginese sarà lei” di M. Travaglio

– “Corriere Della Sera”: “Quelli che a sinistra ci sono per caso” di P. Franchi

– “Il Sole 24 Ore”: “Se il poliitico scopre la retorica del’insulto via web” di L. De Biase

In un momento di economia di guerra come quello attuale sarebbe preferibile che chi ha enormi responsabilità politiche sulle spalle – Beppe Grillo compreso perché è ormai un leader politico – rinunciasse ad inutili quanto sterili polemiche e tentasse di offrire soluzioni alternative a quelle favorevoli esclusivamente al capitalismo finanziario del governo Monti.

Il ruolo della politica in questo momento deve essere di difesa dei lavoratori e di salvaguardia del modello occidentale, faticosamente guadagnato grazie alle lotte operaie e sindacali a partire dagli anni ’60.

Vero è che il mondo cambia ma questo non può essere l’alibi per giustificare modelli di sviluppo culturalmente e umanamente insostenibili come quello cinese o quelli di neo conservatorismo rigidamente liberista.

Il modello a cui facciamo riferimento è quello di “welfare state” serio, lontanissimo dall’assistenzialismo clientelare da un lato e altrettanto distante da politiche economico-finanziarie rivolte esclusivamente all’accumulazione del capitale a scapito del lavoro.

Usciamo quindi dalla politica intesa come comicità e affrontiamo questioni serie. Pare evidente che il vero nodo è il reclutamento della classe politica: non è pensabile occuparsi di politica quando si è completamente sprovvisti di cultura storico-filosofica, economico-giuridica e ambientalista (onestà e sobrietà le considero necessarie, ma non sufficienti).

E’ arrivato il tempo di congedarsi dalla “politica salotto” e dal Berlusconismo che ha inquinato ormai anche tanta parte della sinistra. Torniamo alla passione politica. Il vero punto di svolta è il rilancio di una scuola pubblica seria e rigorosa, unica garanzia di democrazia matura. Proprio per questo occorre eliminare una volta per tutte il precariato, sanando situazioni aberranti che durano da decenni ed iniziare a reclutare docenti e dirigenti attraverso severe procedure concorsuali, così come prevede peraltro l’art. 97 della Costituzione.

Invito pertanto i sindacati, vera ossatura dello Stato democratico, a fare chiarezza sulle politiche sindacali scolastiche dove spesso si sono confuse strategie meritevoli in una logica di fabbrica, con strategie scellerate se applicate alla scuola.

Infine un monito alle gerarchie ecclesiastiche: si occupino di salvezza delle anime….”

Nicolò Scialfa da www.nicoloscialfa.it

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