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Neanche in Unione Sovietica, Parisi: aggressione giudiziaria contro Lega

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Il leader di Energie per l'Italia Stefano Parisi

GENOVA. 15 SET. “Lo dissi qualche settimana fa, lo ribadisco oggi: è ora che la politica reagisca. Tutti i partiti democratici, che credono nella separazione costituzionale dei poteri, devono prendere una chiara e netta posizione su questa aggressione giudiziaria nei confronti della Lega. Al di là delle loro convinzioni, al di là delle idee del suo leader, e al di là dello scontro politico”.

Lo ha dichiarato stamane il leader di Energie per l’Italia Stefano Parisi.

“Negli ultimi 25 anni – ha aggiunto Parisi – abbiamo visto arresti cautelari ed avvisi di garanzia verso singoli politici, finiti poi in assoluzioni piene che hanno distrutto carriere politiche e fortemente segnato il nostro sistema democratico.


Questi atti erano sovversivi del sistema democratico, avvenivano e avvengono puntualmente a ridosso delle campagne elettorali e ne hanno condizionato e ne condizionano l’esito.

La magistratura in questi anni ha omesso atti dovuti o ha emesso atti cautelari non giustificati, con un evidente scopo politico. Molti magistrati protagonisti di queste iniziative hanno poi proseguito il loro militante impegno nella politica attiva.

Ma oggi c’è un evidente salto di qualità. L’azione della magistratura non mira più a eliminare dalla scena politica il singolo politico ma un intero partito politico.

Oggi l’elettorato italiano si sta rivolgendo di nuovo al centro destra per liberarsi dai governi di sinistra ed evitare l’affermazione del movimento 5 Stelle. Movimento appoggiato esplicitamente da alcuni settori della magistratura.

Eliminare la Lega dalla scena politica vuol dire assicurare l’affermazione dei 5 Stelle alle prossime elezioni politiche. Per perseguire questo scopo bisogna fare in fretta. Non si può aspettare la sentenza definitiva della Cassazione”.

 

Facebook Stefano Parisi

 

2 COMMENTI

  1. Oreste Patrone: a parte il fatto che Parisi è estraneo al processo Bossi-Belsito, come fa lei a sostenere che Bossi padre e figlio e Belsito abbiano rubato ai cittadini, o meglio, truffato lo Stato, senza che ci sia una sentenza passata in giudicato? Quando avremo tale sentenza lo potremo dire. Altrimenti, si rischia di commettere il reato di diffamazione.

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