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Nano Morgante | Allons enfants de l’apatie

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Nano Morgante | Allons enfants de l’apatie

GENOVA. 8 LUG. Attinto pari pari  da un sito Web, il titolo scimmiotta, per irriverente assonanza, il primo verso dell’Inno nazionale di Francia (“Allons enfants de la Patrie”). E vuole descrivere, con amara e sarcastica efficacia, la condizione della “gioventù” contemporanea: pettoruta nella forma, apatica nella sostanza.

In effetti, occorreva squadernare un commento su certa malcelata ed evidente contrazione in pejus del ben-essere individuale, su un’ “apatia” vagante e contagiosa come un virus.

Questo virus, dardeggiante ed invisibile, transita tra la folla, in specie tra i giovani. Ha a che fare col progresso, ne rappresenta una re-azione, quella faccia che taluni ambiti ufficiali tendono in qualche modo a marginalizzare.


La sua “pericolosità” è tanto sottostimata quanto inindagata. Non le si dedica la sufficiente attenzione e la giusta preoccupazione.

Nell’opportuna irriverenza, il titolo bene identifica e denota un diffuso e passivo stato d’animo, in qualche modo giustificato dai fatti.

In questo senso, l’apatia è il “lato b” della forza reattiva, il lato che smorza il benessere di una comunità e la sua resilienza all’idea del sopruso, inducendo un indifferenziato egotismo, scevro da qualsivoglia possibile beneficio.

Con tali premesse, il beneaugurante dinamismo “Allons” non può che procurare una falsa partenza o, quantomeno, una prevedibile ed anticipata sosta ai box.

D’altronde, data una qualsivoglia Comunità, è improbabile  ontemplare, avviare e condurre a termine un’idea di “azione” quando, nella sua parte più vitale, é drammaticamente radicata l’idea, irriguardosa pur tuttavia comprensibile, che, alla fine, ogni sforzo sia inutile.

Massimiliano Barbin Bertorelli

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