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Motociclista disabile aggredito: indossa maglia degli Hells

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Motociclista disabile aggredito, solo perché indossa una maglia degli Hells

GENOVA. 24 OTT. E’ stato rintracciato e denunciato l’harleista che il 24 luglio scorso aggredì un disabile in moto reo di indossare la t-shirt di una banda rivale.

E’ il 24 luglio scorso, sono le otto di sera e P.R. (42 anni, di Cuneo) sfreccia sull’autostrada della riviera ligure a bordo di una imponente Harley Davidson a tre ruote.

Il mezzo non è stato scelto a caso, è il destino che glielo ha imposto: P.R. è disabile, qualche anno fa un incidente stradale gli ha tolto l’uso delle gambe ma con determinazione ed un pizzico di orgoglio stasera, finito di lavorare, ha caricato sua moglie ed insieme si sono concessi una gita al mare. Dietro, sopra il bauletto, la sua carrozzella.


P.R. ogni tanto frequenta i raduni dei bikers e, pur non essendo affiliato a nessuna banda ma mosso unicamente dall’amore per le due/tre ruote, ultimamente è stato a quello degli Hells Angels e per ricordo si è comprato una maglietta con il loro logo.

Ha pure chiesto se poteva indossarla, le logiche in questo ambiente sono ferree, e gli è stato risposto che non essendo un vero e proprio giubbetto di pelle, quella si che è la “divisa ufficiale”, può tranquillamente indossare la t-shirt che identifica i semplici simpatizzanti.

Il 42enne alle 20:30 arriva all’Area di Servizio di Varazze Sud, deve fare benzina e, nel frattempo, arrivano altre tre moto, altre tre Harley.

Alcuni giorni prima si è svolto in Spagna il raduno dei Bandidos, gruppo di bikers storicamente avverso agli Hells. I tre sono italiani e sono guidati da S.B., un aitante 40 enne di Prato che trova le sue gioie nel rivestire, all’interno del suo gruppo di Bandidos, la carica di Sargento de Armas, ovvero “castigatore”.

Come non tener fede a cotanta carica, come non raccogliere l’onta di una maglietta della banda rivale sventolata dinanzi a lui? Senza proferir parola S.B. si avvicina al disabile, ancora in sella durante il rifornimento, e gli sferra un violento pugno in faccia.

P.R. incassa il colpo, in ospedale gli saranno poi dati 5 giorni di prognosi, mentre sua moglie inizia a gridare contro l’aggressore domandandogli come poteva accanirsi contro un disabile… “non vedi la carrozzella ???”, gli avrebbe gridato.

Il Sargento de Armas, prima di fuggire precisa che a lui “non gliene frega niente e che la prossima volta è meglio che non indossi quella maglia di m…”.

Questo il fatto. Il resto è l’intervento della Polizia Stradale di Genova che, avvisata dalla moglie, arriva sul posto e subito verifica i filmati delle telecamere.

Dal numero di targa si riesce a risalire al 40enne che, una volta sentito dai poliziotti della Stradale, ritratta l’accaduto negando l’evidenza.
Per lui una denuncia per lesioni aggravate, per il resto della sua banda il dubbio orgoglio di avere tra le proprie fila un simile “castigatore”.

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