“Morte di Zarathustra” di Teatro Akropolis di Genova stasera a Roma

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Un momento dello spettacolo "Morte di Zarathustra"

ROMA 24 SET. Il Teatro Akropolis di Genova, con sede in Via Boeddu 10 a Sestri Ponente, in trasferta questa sera a Roma in occasione del “Festival Teatri di Vetro 10” presso le “Carrozzerie n.o.t.” in Via Panfilo Castaldi 28/a, con la messa in scena alle ore 21 di “Morte di Zarathustra”.

Lo spettacolo è parte di un percorso di ricerca sulla nascita della tragedia, ispirato a Nietzsche e alle sue scoperte sul coro ditirambico. Le figure in scena non fanno appello alla memoria personale del pubblico ma alla sua memoria mitica, al fondo condiviso della coscienza di ognuno. E la sentenza di Nietzsche è ciò che rimane di questo oscuro sogno, non un pensiero ma un’immagine del mondo.

Il lavoro condotto su questi materiali da Teatro Akropolis ha dato vita a diversi ambiti di studio realizzando un ampio progetto che comprende diverse pubblicazioni e l’attività di un gruppo di ricerca per attori. “Morte di Zarathustra” rappresenta invece, di questa indagine, l’esito sulla scena.

 

Alle ore 18:30 si terrà la presentazione del libro “Morte di Zarathustra” di Clemente Tafuri e David Beronio (AkropolisLibri, 2016), che raccoglie le riflessioni sull’origine della tragedia e su una delle possibili vie per fare teatro oggi. Gli autori, direttori di Teatro Akropolis e registi, hanno affrontato il tema del tragico ideando e realizzando una nuova e originale prospettiva di lavoro.

Il logo di Teatro Akropolis
Il logo di Teatro Akropolis

Critiche

“Un’esplorazione condotta con vitalità, inventiva e senso sulla dis-misura delle capacità attorali in quella galassia conoscitiva che è Teatro Akropolis”. Matteo Brighenti, “Doppiozero”

“Restando in equilibrio su un filo più sottile di quello che stese Philippe Petit tra le Torri Gemelle, Clemente Tafuri e David Beronio intessono un teatro dove il corpo dell’attore si fa massa che genera discorsi prima ancora che concettuali […] , epidermici ed emozionali”. Simona Maria Frigerio, “Teatro.Persinsala”.

“Dal buio si emerge per un viaggio sensoriale dove la parola è assente. […] le emozioni suscitate nel pubblico si susseguono senza soluzione di continuità: disperazione, compartecipazione, la gestazione vissuta come momento finalmente condiviso dall’intera comunità. Luciano Uggè, “Artalks”.

“Tafuri e Beronio ci scuotono, dunque, dal torpore passivo dell’intrattenimento, sollecitando la domanda: perché vado a teatro? Cosa osservo? Come osservo? E pertanto, chi sono io che vedo?
Giulio Sonno, “Paper Street”.

Altre info al link http://www.teatroakropolis.com/produzioni-morte-zarathustra/

Info e prenotazioni: “Festival Teatri di Vetro”, web www.teatridivetro.it, mail [email protected]

Marcello Di Meglio

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