Migranti in via Venti, Viale: Doria faccia controlli anziché passerelle

16
CONDIVIDI
La vicepresidente della Regione Liguria Sonia Viale con il governatore Giovanni Toti

GENOVA. 6 OTT. “Il sindaco Doria, massima autorità competente nel territorio comunale di Genova, dovrebbe disporre adeguati accertamenti sulle condizioni igienico sanitarie dell’immobile destinato all’accoglienza di nuclei familiari di immigrati. Evidentemente la struttura, ha dei problemi nell’allaccio alla rete idrica. Anziché fare passerelle, quindi, dovrebbe provvedere a verificare, come di sua competenza, le condizioni in cui vivono le persone ospitate nell’appartamento”.

Lo ha dichiarato oggi la vicepresidente e assessore regionale alla Salute e all’Immigrazione Sonia Viale, intervenendo in merito all’accoglienza di 11 immigrati nell’appartamento, di proprietà del Demanio, in via XX Settembre a Genova.

Viale, inoltre, ha illustrato i dati della Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale attiva dal 13 maggio 2015 presso la Prefettura di Genova: “Risulta che su 2.724 istanze trattate, 1.288, cioè il 47%, ha avuto esito negativo e 540 hanno avuto esito positivo, pari a un quinto delle domande trattate. Restano 3.482 istanze da definire”.

 

“È evidente – ha aggiunto Viale – che solo una parte dei richiedenti asilo risulta realmente in possesso dei requisiti necessari. I tempi di trattazione delle pratiche, inoltre, vanno da poche settimane, nel caso di situazioni di documentata vulnerabilità, a un anno per tutti gli altri, situazione questa che determina gravi conseguenze sulla tenuta del sistema del progetto Sprar, ormai indifferentemente usato sia per richiedenti asilo sia per chi ha già ottenuto lo status di profugo. Nella ‘Carta di Genova’ abbiamo presentato le nostre proposte, condivise con Lombardia e Veneto, sull’ urgente necessità di ridefinire i rapporti col governo in tema di politiche migratorie che oggi, così come sono concepite e attuate, stanno minando profondamente il sistema di accoglienza a livello regionale e la coesione territoriale. Come specificato nella Carta, è indispensabile che si affronti il tema dei rimpatri, a oggi impossibili vista l’assenza di accordi bilaterali con i paesi di provenienza. Chi non ha diritto di restare, deve essere riportato nel proprio paese di origine”.

 

16 COMMENTI

  1. con tutto rispetto ma invece di parlare a vanvera e far sfilate servirebbero fatti prima o poi scoppia una rivolta i cittadini non solamente genovesi ne hanno le p…e piene di questi immigrati se non si e razzisti si diventa

  2. I sindaci comunisti sono delle MARIONETTE come i capi di governo nei Paesi dell est quando c’era l Unione Sovietica!!! Ma qualcuno non vuole capirlo. MARIONETTE del partito!!! Se dovesse esserci uno con le palle….tutti i loro intrallazzi andrebbero persi!!

  3. E che potrebbe fare Doria…mandare i vigili per poi scoprire che Genova da 2000 anni e popolata da gente di ogni specie radicata è in pianta stabile…? Ci vorrebbe un prefetto Morì ma è morto da tempo

LASCIA UN COMMENTO