Migranti in rivolta anche in via Venti, Lega: rimpatri immediati

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Il segretario nazionale della Lega Nord Liguria Edoardo Rixi e il capogruppo in Regione Alessandro Piana

GENOVA. 10 GEN. Rivolta dei migranti, anche di quelli “buoni” e collocati perfino nella prestigiosa via Venti Settembre, in uno spazioso appartamento di circa 700 metri quadri appena ristrutturato. Ieri sera alcuni richiedenti asilo, a favore dei quali si era schierato il sindaco Marco Doria, hanno protestato e la rivolta è stata domata solo grazie al tempestivo intervento delle pattuglie della polizia. La questura ha avviato un’indagine per individuare i responsabili.

“I migranti in via Venti – commenta il segretario nazionale della Lega Nord Liguria Edoardo Rixi – buttano il cibo in terra e minacciano i volontari. Alla faccia di chi veramente soffre la fame in questo mondo. Espulsioni e rimpatri per i violenti. Ancora complimenti a chi, per far arricchire le cooperative, ha voluto trasformare un pacifico condominio del centro di Genova in una polveriera fregandosene della volontà dei cittadini”

“Episodio preoccupante – spiega il capogruppo regionale del Carroccio Alessandro Piana – che dimostra come l’accoglienza diffusa sul territorio e l’immigrazione senza regole siano politiche fallimentari. Assurdo collocare migranti, di cui si sa poco o nulla, in zone prestigiose delle nostre città ed accanto ai residenti. Solo grazie all’intervento della polizia si è evitato il peggio. I residenti e i commercianti di via Venti Settembre non possono rimanere ostaggio di decisioni imposte dall’alto. Non possiamo più permettere che talune istituzioni e le varie coop solidali che ruotano intorno al business immigrati, li lascino sempre fare quello che vogliono. Punizione e trasferimento immediato per gli eventuali responsabili. Nella maggior parte dei casi questi immigrati sono furbacchioni viziati, coccolati dai buonisti della sinistra”.

“Il grave episodio di ieri sera in via Venti Settembre – aggiunge il vice capogruppo regionale del Carroccio e consigliere della Città Metropolitana Franco Senarega – è l’ennesima certificazione del fallimento dell’accoglienza diffusa sul territorio e senza regole. In questo caso, non si tratta di un grande centro d’accoglienza con migliaia di ospiti, come quello di Cona in Veneto,  ma di una struttura, peraltro appena ristrutturata e che si trova in una zona prestigiosa, con soli 25 presunti profughi. In Liguria il rapporto di 2,5 profughi ogni mille abitanti da tempo non viene rispettato. L’Italia, con il sopracitato rapporto migranti/abitanti, potrebbe ospitare al massimo 150mila migranti. Ricordo, invece, che nel solo 2016 abbiamo ‘traghettato’ sulle nostre coste  oltre 180 mila persone”.

 

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