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Migranti a La Spezia, De Paoli: tutelare diritti dei liguri

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Il consigliere regionale Giovanni De Paoli (Lega) con il governatore Giovanni Toti

GENOVA. 10 APR. “Come è emerso dai recenti fatti accaduti nel condominio di via Spallanzani n. 22 a La Spezia , ci sono delle situazioni incredibili che andrebbero comunque gestite in modo completamente diverso. Occorre pensare a un modo di intervenire giusto e sostenibile perché bisogna anche tutelare i diritti dei residenti, che peraltro pagano fior di tasse”.

Lo ha dichiarato oggi il consigliere regionale della Lega Nord Liguria Giovanni De Paoli, eletto nel collegio di La Spezia.

“Non possiamo pensare – ha aggiunto De Paoli – di risolvere il problema seminando gruppi di migranti sul territorio della nostra provincia occupando appartamenti privati o, ancor peggio, utilizzando dei prefabbricati con notevole dispendio di denaro pubblico (cosa che è anche in contraddizione con le ingiustizie subite quotidianamente dai cittadini italiani in difficoltà, fra cui anche i terremotati, verso i quali, da parte della sinistra e dei buonisti, non si nota altrettanta sensibilità).


Distribuire nei Comuni quote di migranti senza una logica significa che i sindaci saranno gravati da ulteriori responsabilità. Non ultima, quella sotto il profilo sanitario. Peraltro, come ribadito dal Commissario UE all’Immigrazione,  almeno l’80% delle persone sbarcate in Italia risultano irregolari perché non fuggono da guerre o persecuzioni.

Dal punto di vista sanitario il sindaco è la prima autorità nell’ambito del suo Comune, per cui è investito automaticamente anche della sanità dei migranti ospitati sul suo territorio.

Anziché sparpagliare gli immigrati nei piccoli e grandi Comuni della nostra provincia, collocandoli senza alcun controllo presso appartamenti, affittacamere e bed and breakfast, meglio sarebbe tenerli raggruppati in qualche caserma dismessa.A La Spezia , per esempio, sono presenti numerose caserme dismesse, che in un recente passato ospitavano migliaia di soldati e quindi possono risultare perfettamente utilizzabili per tale scopo.

L’integrazione dei veri profughi, che devono essere aiutati senza se e senza ma, non si fa inviando 70  richiedenti asilo in un piccolo Comune, come è successo a Varese Ligure, senza dare garanzie di sicurezza. Lavarsi le mani, cercando di piazzarne 20 qui, 30 là, 70 su e 100 giù, non è la soluzione ideale per risolvere il problema. Concentrare invece i migranti in una di queste caserme, controllate dal punto di vista sanitario e della sicurezza, in attesa delle verifiche sulla concessione del diritto di asilo, appare molto più sostenibile, soprattutto per la cittadinanza.

Infatti, il flusso di migranti appare inarrestato dal Governo di centrosinistra, che non è intenzionato a fare il blocco nel canale di Sicilia, ma ha già previsto un’invasione, per il 2017, di ben 250mila persone attraverso la rotta Centrale del Mediterraneo. La conseguenza sarà che in Liguria ne verranno assegnati almeno altri 7.500 così da raddoppiare il numero di presenze attualmente  esistenti.

Piuttosto che pensare ad organizzare dei corsi sull’accoglienza agli inquilini dei condomini, come vorrebbe la sinistra buonista spezzina, rappresentata anche da Possibile, bisognerebbe predisporre un serio progetto per insegnare ai migranti la nostra lingua e il rispetto delle nostre regole, delle nostre tradizioni e della nostra cultura. E chi non è d’accordo, può anche tornarsene al suo Paese”.

 

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