Mercato Samp, Ferrero “Voglio costruire un Doria forte”

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Il presidente della Sampdoria Massimo Ferrero
Massimo Ferrero
Massimo Ferrero

GENOVA 22 GIU.  Raggiunto dai cronisti al termine della prima riunione della nuova stagione in Lega Calcio, il presidente Massimo Ferrero non si è sottratto alle domande. «Abbiamo iniziato un progetto importante chiamato Next Generation Sampdoria – dice da Milano -, portando già tantissimi ragazzi in blucerchiato. Il nostro obiettivo è quello di lanciare due o tre giovani all’anno in prima squadra. Per farlo però dovremo essere bravi e fortunati».

Sofferenza. «I tifosi vogliono un mercato importante? Prima dei tifosi lo voglio io – puntualizza il patron del club di Corte Lambruschini -. I doriani sono ineguagliabili, ma io sono il primo tifoso di questa squadra. Nella scorsa stagione ho capito ancora di più quanto sia importante per me la Samp e quanto si possa soffrire quando le cose vanno male. Ho sofferto davvero come un cane quando si giocava fino all’ultimo e magari si pareggiava o perdeva: è una sensazione che non voglio più rivivere».

Mercato. I giornalisti tentano di sondare il terreno riguardo ad eventuali trasferimenti estivi, ma Ferrero non si sbottona: «Soriano al Napoli? Non lo so, forse dovete chiedere a De Laurentiis. Valdifiori? Di calcio non mi intendo molto, sono un neofita e non va domandato a me. Cassano? Se farà parte del nostro progetto resterà con noi. Dipende dal volere di entrambe le parti. Balotelli? Siete voi della stampa a tirarlo sempre fuori».

 

Stadio. A chi chiede notizie su Montella, il presidente risponde così: «Montella è il nostro allenatore, non capisco perché si debba parlare ancora di lui quando ha ancora due anni di contratto». E a proposito di futuro, questa mattina c’è stata una colazione importante. «Ci siamo incontrati con Preziosi per la questione dello stadio di Marassi. Uno stadio che, mi piace ricordare, essere particolarmente blucerchiato. Perché proprio lì la Sampdoria ha vinto tanti trofei. I nostri tifosi hanno visto su quegli spalti sia la squadra degli albori sia quella degli anni d’oro e io spero di ripetere anche in minima parte questa storia».

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