Mecenati di ieri e oggi a Palazzo Rosso

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Cesare Corte Madonna col bambino a Palazzo Rosso
Cesare Corte Madonna col bambino a Palazzo Rosso
Cesare Corte Madonna col bambino a Palazzo Rosso
Carlo Antonio Tavella Paesaggio lacustre a Palazzo Rosso
Carlo Antonio Tavella Paesaggio lacustre a Palazzo Rosso

GENOVA. 11 DIC. Da oggi, 11 dicembre, Palazzo Rosso si arricchisce di opere da tempo non esposte al pubblico .Con la mostra Mecenati di ieri e di oggi. Dipinti restaurati dai depositi di Palazzo Rosso, infatti vengono riportati a disposizione di tutti gli amanti dell’arte opere che, in alcuni casi, non venivano esposte da oltre settanta anni.  Il restauro è stato eseguito da Franca Carboni alla quale lo Studio Legale Rubini, sponsor dell’iniziativa, in pieno accordo con la direzione dei Musei di Strada Nuova e con la locale Soprintendenza, ha voluto fossero affidati tutti gli interventi conservativi.

Il completamento dell’intero nucleo dei dipinti donati al Comune di Genova nel 1874 da Maria Brignole-Sale e suo figlio Filippo De Ferrari è stato possibile – come detto – grazie al generoso contributo dello studio legale Rubini, vero e proprio “mecenate” che ha permesso il restauro di due splendidi Paesaggi di Carlo Antonio Tavella (1668-1738) e i ritratti di Ridolfo Brignole-Sale e di sua moglie Pellina Lomellini eseguiti a pastello dal fiorentino Sigismondo Betti (1699-1777).

Obiettivo di questa iniziativa non è soltanto esporre l’intera donazione, ma anche rendere fruibili alcune opere conservate nei depositi dove si custodiscono soltanto opere che per ragioni conservative non è opportuno tenere in esposizione, ma che attraverso un intervento di restauro che li ha risarciti dei danni, i dipinti ora sono  leggibili ora che liberati da vernici ossidate e ridipinture.

 

I Paesaggi di Tavella hanno dunque recuperato la loro splendida luce, mentre un bel Ritratto di gentiluomo ha visto sostituire la tradizionale ma ingiustificata attribuzione, sostenuta nel passato perfino da uno studioso del calibro di Wilhelm Suida, a Giovanni Battista Castello, con quella a un per ora anonimo pittore veneto di fine Cinque-inizio Seicento.

FRANCESCA CAMPONERO

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