Matthew Bourne, sesso e passione in The car man

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Stravolgere le storie per Matthew Bourne non è una novità, anzi è la peculiarità cosa che fa nella sua The Car Man
Stravolgere le storie per Matthew Bourne non è una novità, anzi è la peculiarità cosa che fa nella sua The Car Man
Stravolgere le storie per Matthew Bourne non è una novità, anzi è la peculiarità cosa che fa nella sua The Car Man

LONDRA. 10 AGO. Stravolgere le storie per Matthew Bourne non è una novità, anzi è la peculiarità delle sue coreografie, assolutamente originali e trasgressive.

E così dopo il noto Lago dei cigni tutto al maschile arriva anche la versione della Carmen al maschile, anagrammandola con The Car Man. Lo spettacolo che ha terminato le sue repliche allo Sadler’s Well Theatre di Londra ieri sera, 9 agosto 2015, (con un’unica puntata in Italia in prima nazionale a luglio al Ravenna Festival) è impostato su un adattamento della musica di Bizet ad opera di Terry Davies mentre la trama è liberamente ispirata al romanzo di James M. Cain , diventato anche un film, Il postino suona sempre due volte.

Il risultato è un racconto noir di sesso e tradimento ambientato in un garage di una cittadina americana alla fine del 1950. Il personaggio di Carmen, colei che sconvolge la vita a Don Josè e poi al torero Escamillo, qui è in mano a Luca, il misterioso vagabondo onnivoro di sesso il cui arrivo porta trambusto in tutto il quartiere. Ne subiscono il fascino tutti, compresa la moglie del boss Lana, che sembra proprio alla ricerca di guai.

 

Bourne porta avanti la tensione sessuale con abilità, fino all’amplesso febbrile e senza ritegno che rischia la scoperta dal marito sospettoso. Ma tutto ciò non è sufficiente alle conquiste di Luca, che dopo l’accoppiamento con Lana è già in macchina con Angelo, un sensibile giovane meccanico alla ricerca di sé stesso.

La coreografia spinge la storia con forza emozionante, tanto che si può senza ombra di dubbio definire questa una delle opere più forti di Bourne. Non vincolato dalla necessità di aderire a uno spartito esistente, come nei suoi adattamenti di balletti classici, il coreografo inglese ha lavorato con Davies per adattare la musica per le sue esigenze.

La sua performance tende un po’ al bad-boy stereotipo, ma  detto questo, Bourne offre molto buon sesso davvero. Splendida e di effetto la scena orgiastica nel garage , sotto un caldo afoso stile Arizona che offusca le menti . L’incalzare di un baccanale a luci al neon mette in luce quel che cova sotto la cenere della piccola cittadina americana che ha voglia di uscire dalla noia e dal solito tran tran anche a rischi forti.

Altri coreografi del momento potrebbero imparare molto dall’ attenzione di Bourne alla narrativa, le sue storie sono raccontate, frase per frase, paragrafo per paragrafo, dai ballerini sul palco. Ed è per questo che piace al grande pubblico, fatto anche di non addetti al lavoro. Insomma The Car Man offre tutto ciò che promette.

Straordinari i danzatori della sua compagnia, Marcelo Gomes nel ruolo di Luca, carismatico, spavaldo, agile e forte, ma è meraviglioso anche vedere Alan Vincent sul palco, il cornuto di mezza età Dino in parte bullo, in parte buffone, e magistralmente terrificante nella sua agonia. Altrettanto buona l’interpretazione di Liam Mower in Angelo, che si muove dalla sensibilità vulnerabile alla violenza in preda al panico con convinzione. Splendida e sensuale Ashley Shaw, un Lana che non abbandona mai un momento la sua arte seduttiva danzando l’eros in maniera perfetta.

Uno spettacolo dai connotati stile Broadway che sottolinea quanto l’equilibrio tra danza e azione drammatica non sia più così sottile come una volta.

Internet: http://www.sadlerswells.com/whats-on/2015/matthew-bournes-the-car-man/

FRANCESCA CAMPONERO

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