Matricida Recco: le voci dicevano di uccidere da sera prima

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La tranquilla cittadina di Recco scossa dal matricidio di ieri
La tranquilla cittadina di Recco, scossa dal matricidio di ieri: il giovane con problemi psichici ha confessato raccontando di avere sentito delle voci

GENOVA. 23 GEN. In casa solo piccoli screzi come in tante famiglie. Nella sua mente malata, un matricidio pensato la sera prima. Sono i risultati delle prime indagini sul matricidio avvenuto ieri a Recco, dove la comunità è profondamente scossa.

Il papà dell’assassino Luca Gervino, 27 anni, con problemi psichici, ha raccontato che non vi erano grosse discussioni in famiglia, anche se risulta che in casa l’altro giorno vi era stata una lite per i soldi.

Ai medici del San Martino, dove è stato ricoverato per la ferita che si era procurato con un coltello, il giovane ha però confessato di avere voluto uccidere la mamma Patrizia Alvigini addirittura la sera prima e di essersi tolto un peso: “sentivo delle voci che mi dicevano di ucciderla”.

 

Secondo la confessione del ragazzo malato, l’avrebbe prima tramortita con un colpo da arti marziali e poi soffocata con un cuscino. Sangue e coltello sequestrati l’altra sera dagli investigatori sarebbero quindi appartenuti all’assassino.

Il magistrato deve ora disporre l’autopsia del cadavere e formulare nei dettagli le  imputazioni all’arrestato.

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