Martino: Savona non è tra le più tassate d’Italia

0
CONDIVIDI

comune_savonaSAVONA. 26 NOV. A pochi giorni dalla classifica del Sole 24 Ore, che posiziona Savona tra le città più tassate d’Italia, l’assessore al Bilancio Luca Martino, spiega perché, a suo parere, i dati sono sfalsati e Savona è, invece, in media con il resto dei capoluoghi.

La mia riflessione vuole prendere spunto dalla pubblicazione della classifica sul Sole 24 Ore dello scorso 23 novembre relativa alla pressione fiscale locale applicata dai Comuni capoluoghi e dal messaggio di Comune “tartassatore”, che considero non fondato – spiega Luca Martino –  Infatti la classifica è basata su un approccio che ha poco senso perché non tiene conto né del quanto né da dove si è partiti, per arrivare alla tassazione considerata, e, ad esempio, fa passare per “buono” un Comune che, pur con aliquote alte, le ha mantenute inalterate rispetto al periodo precedente. Un approccio fuorviante, dunque, che dà l’occasione per una riflessione, anche in vista di un ragionamento sul prossimo bilancio. Guardando la pressione fiscale pro-capite a Savona e considerandola in comparazione con quella di altre città di riferimento, possiamo notare che l’indice di pressione tributaria risulta essere in linea con il valore medio; in particolare, facendo una comparazione con gli altri Comuni capoluogo della Liguria, Savona risulta avere la pressione fiscale più bassa di tutti (tranne che, per poco, di quella di Imperia) – dichiara Martino – Questo dato va considerato a fronte di una diffusa crescita della tassazione locale – che, indubbiamente, ha toccato anche la città di Savona – a seguito di una politica nazionale avviata nel 2007 di fortissima riduzione di finanziamenti ai Comuni; un taglio di risorse drammatico, da noi a lungo denunciato, a cui abbiamo fatto fronte con una politica di forte intervento pubblico, mirato soprattutto al sociale, al turismo, alla cultura, ai lavori pubblici ed altre voci prioritarie. A fronte di questo forte intervento pubblico – avviato da questa Amministrazione 10 anni fa, e che rivendico – vi è stato necessariamente un incremento nell’indebitamento (anche se non tutti gli interventi sono stati finanziati da mutui e vi sono stati entrate importanti come i 5 milioni e 400 mila euro frutto dell’accordo con la Banca d’Italia circa il riconoscimento dei crediti vantati dal Comune per la dismissione della sede savonese) ma voglio anche sottolineare che lo stock di indebitamento che questa amministrazione lascerà alla prossima è inferiore a quello ereditato dalla prima Giunta Berruti. In vista dell’elaborazione del prossimo Bilancio, proporrò alla Giunta una riflessione, che parte da questa considerazione. La Legge di Stabilità 2016 segna, per la prima volta dal 2007, un cambio di direzione che rappresenta sicuramente una positiva novità: in un quadro persistente di spending review, a fronte della prevista abolizione della Tasi sulla prima abitazione – che, come cittadino considero molto positiva e riguarda circa il 70% delle famiglie italiane – vi sarà una restituzione a livello locale delle risorse corrispondenti al mancato introito (per la nostra Amministrazione si tratta di circa 3,7 milioni di euro). Una misura importante (che ci auguriamo sia transitoria, sperando che, dal 2017, il Comune possa contare su risorse provenienti dal trasferimento a livello locale di una parte di fiscalità nazionale), su cui posso avviare una riflessione ed una proposta per il prossimo Bilancio: facciamo un passo in più e aggiungiamo a questo previsto rimborso un’ulteriore diminuzione della pressione fiscale. Voglio ricordare, tra i nostri interventi che alleggeriscono la pressione fiscale, le detrazioni sulla Tasi per la prima casa per alcune categorie di cittadini, una riduzione, e quindi una mancata entrata, del valore complessivo di 1,8 milioni di euro, finanziati dalla Tasi sulla seconda abitazione, quindi da chi aveva qualcosa di più rispetto alle categorie beneficiate dallo sgravio. Infine – conclude Martino – voglio menzionare la cosiddetta “tassa Giampedrone”, la la multa da 25 euro a tonnellata per i Comuni che non rispettano termini, molto alti, sulla raccolta differenziata e il riciclaggio dei rifiuti, termini che non hanno alcuna attinenza con la legislazione europea in materia. Tenendo comunque conto che la legge rischia di essere bocciata perché illegittima, se applicata trasformerebbe, di fatto, una multa nell’introduzione di una nuova tassa, andando a gravare sulle tasche dei cittadini ed adottando verso i Comuni un approccio sbagliato per il raggiungimento degli obiettivi richiesti, raggiungimento che si aiuta attraverso investimenti in impianti”.

TABELLA RIASSUNTIVA: (per la tabella completa il pdf qui: Analisi pressione tributaria)

 

Addizionale IRPEF:
– vigente soglia di esenzione per i redditi fino ad euro 15.000,00= (minore gettito stimato euro 750.000,00)

TASI:
– vigente aliquota abitazione principale al 2,5 per mille
– vigente detrazione abitazione principale euro 80,00
– vigente detrazione 30 euro per figli conviventi fino a 26 anni e per: contribuente, parenti e coniuge conviventi non autosufficienti
– riduzione del 90% per i nuclei familiari esenti TARI in base all’Isee (articolo 19 del vigente Regolamento IUC)
(minore gettito stimato euro circa euro 1.800.000,00)

IMU:
– vigente assimilazione all’abitazione principale degli immobili di ultima residenza dei ricoverati in istituto di ricovero o sanitario in via permanente e degli immobili concessi in uso gratuito a figli o genitori con Isee inferiore a euro 15.000;
– vigente aliquota 9,6 per mille, inferiore a quella ordinaria (10,6 per mille), per immobili concessi in uso gratuito a genitori e figli non rientranti nella casistica di cui sopra;
– vigente aliquota 8,6 per mille, inferiore a quella ordinaria (10,6 per mille), per: a) le civili abitazioni locate a canone concordato; b)  per gli immobili posseduti dalle Società Mutuo Soccorso c) per le abitazioni regolarmente assegnate da ARTE.

 

LASCIA UN COMMENTO