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MARTELLI, LA CONFESSIONE DI CHI CREDEVA IN UN SOGNO

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claudiomartelli250ROMA. 17 0TT. “Ricordati di vivere”, edito Bompiani, non è solo una biografia, ma un messaggio, un sogno, un’utopia. Una storia di vita vissuta e mai tradita, almeno quella, per chi credeva fortemente in una società che potesse cambiare.

Il socialista Claudio Martelli si racconta in questa autobiografia, che ha il profumo del passato. Di quei garofani rossi che erano il simbolo del Partito Socialista, prima di Tangentopoli e di tutti gli scandali che lo hanno travolto fino a farlo lentamente scomparire.

Curiosità, aneddoti, di quella politica a cavallo tra gli anni ’70 e l’inizio degli anni ’90, con retrospettive curiose e lucide di molti avvenimenti che hanno fatto la storia del nostro Paese. Dall’amicizia con Giovanni Falcone, al caso Moro, alle stragi di Mafia. Un labirinto di persone e significati che Martelli oggi ripercorre e ricostruisce in un’analisi che mette in luce gli errori, gli istanti, gli sbagli ma anche le buone cose fatte, quando si avvertiva ancora nell’aria una certa passione per la cosa politica.


Ma non solo, perché Martelli regala anche ritratti interessanti di figure politiche europee come Francois Mitterrand, Willy Brandt. Senza dimenticare ovviamente il leader politico per eccellenza, Bettino Craxi, le sue parole, le contraddizioni intrecciate tra convinzioni, ideali e il meccanismo tritatutto della politica.

“Ricordati di vivere” è un po’ come un “Ricordati di me”, dei miei sbagli, delle mie idee, di quella vita che ho vissuto e che forse mi sarebbe piaciuto continuare a vivere ancora per un po’.

Mattia Langella (mattia.langella83@gmail.com)

 

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