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MARTEDI’ LETTERARI, TEODORI A SANREMO CON “VATICANO RAPACE”

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casino_natale_2011IMPERIA 11 NOV. Domani 12 novembre nel Teatro dell’Opera del Casinò di Sanremo alle ore 16.30 Massimo Teodori illustrerà il suo ultimo libro:“Vaticano rapace (I Grilli Marsilio). Parteciperanno don Ferruccio Bortolotto, direttore Ufficio Comunicazioni Sociali della Curia Vescovile di Ventimiglia – Sanremo, responsabile del notiziario web Riviera 24 e Matteo Moraglia, editor di Edizioni Leucotea. Musiche della scuola Ottorino Respighi, alla chitarra classica Federico Ottazzi.

Il libro analizza i rapporti fra lo Stato italiano e la Santa Sede, dal Concordato all’otto per mille, passando per l’Imu e lo Ior. ‘Vaticano Rapace‘ (Marsilio editore) è l’ultimo libro dello storico e scrittore Massimo Teodori,. Un’inchiesta che scandaglia “tutti i finanziamenti indebiti da parte dello Stato e quindi di tutti i cittadini al Vaticano”, chiarisce l’autore. Cifre alla mano, Teodori ripercorre la vicenda dell’esenzione dell’Imu alla Chiesa, “l’inghippo dell’otto per mille che trasferisce nelle casse della Chiesa anche i soldi dei contribuenti che non hanno deciso di donare il contributo”, e i retroscena dello Ior, “da dove sono passate tante tangenti, prima fra tutte quella dell’affare Enimont”. L’elezione al soglio pontificio di un gesuita che ha chiesto ai fedeli di pregare affinchè preti e vescovi non cedano alle tentazioni dei soldi e della vanità è un segnale positivo “ma – dice Teodori – adesso aspettiamo che alle dichiarazioni seguano i fatti”.

Perché 60 milioni di cittadini italiani sono costretti a versare ogni anno alla Chiesa cattolica, pur non volendolo, una cifra stimabile in almeno 3 miliardi di euro, circa 50 euro a testa? Il parassitismo della Santa Sede ha origine nei Patti lateranensi firmati da Mussolini nel 1929, inseriti nella Costituzione del 1948 per volontà di Pio XII e Togliatti, e rinnovati nel 1984.


Massimo Teodori, con il rigore documentario dello storico e la passione civile del laico, attacca al cuore i privilegi ecclesiastici e smaschera i meccanismi occulti di quello che definisce un «esproprio milionario». L’otto per mille fatto pagare con un trucco a tutti gli italiani, gli imbrogli finanziari della banca Ior, sospettata di riciclaggio, fino alla recente scandalosa esenzione dall’Ici-Imu, sono alcuni dei temi che l’autore affronta con insolita chiarezza. I denari che dallo Stato vanno alla Chiesa, come i finanziamenti ai partiti politici, determinano un intreccio perverso tra società, affari e politica che inquina la religione non meno della democrazia.

Le dimissioni di Benedetto XVI hanno dato il segno dell’insopportabilità anche nella Chiesa del malcostume incistato nella Curia romana. E le elezioni italiane, con il successo del Movimento 5 Stelle, hanno bocciato senza riserve quella rincorsa strumentale al «candidato cattolico» che non porta nulla di buono per la laicità dello Stato e i diritti civili, ma conferma il complesso di sudditanza del ceto politico alle gerarchie ecclesiastiche.
Fino a quando gli italiani sopporteranno quel che lo stesso pontefice non ha voluto più sopportare? Una questione decisiva emerge dalla limpida denuncia di Teodori: la separazione tra Stato e Chiesa, pilastro delle democrazie liberali, in Italia diviene ogni giorno più esile.

Massimo Teodori è nato a Force nelle Marche (AP) il 9 settembre nell’anno della tigre da famiglia borghese civile ed operosa. E’ per questo che il suo numero magico è il 9 con cui tenta la sorte alla roulette. Suo nonno, agricoltore, è stato deputato liberalgiolittiano di Ascoli Piceno dal 1903 al 1919. Suo padre, avvocato, è stato un antifascista liberale con responsabilità pubbliche durante la Liberazione e nell’immediato dopoguerra. Dai 15 ai 18 anni ha viaggiato per l’Europa con l’autostop e gli Ostelli della gioventù familiarizzando con il nuovo, il diverso e l’imprevisto. Dal 1958 vive a Roma dove si è laureato in architettura con Bruno Zevi e Ludovico Quaroni con i quali ha iniziato a collaborare.

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