Mariella Devia, splendida sovrana in Roberto Devereux

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La regina Elisabetta interpretata da Mariella Devia in Roberto Devereux
La regina Elisabetta interpretata da Mariella Devia in Roberto Devereux
La regina Elisabetta interpretata da Mariella Devia in Roberto Devereux

GENOVA. 18 MAR. Ieri serata importante per il Carlo Felice che ha visto il ritorno a Genova dopo il 1993 di Roberto Devereux, la tragedia lirica in tre atti di Gaetano Donizetti. Opera che rientra in un progetto più ampio del teatro genovese che si prefissa nelle stagioni a venire di portare in scena anche Anna Bolena e Maria Stuarda, facenti  parte del cosiddetto Ciclo delle regine Tudor di Donizetti.

In uno scenario dai caratteri gotici con strutture mobili che volgono verso l’alto domina il grigio plumbeo, colore metaforico che indica la grigezza di una triste situazione che si evolverà  inevitabilmente con la morte.

Tranne i protagonisti, tutti, comparse e coro, portano la maschera sul volto, trovata registica di effetto che indica quanto l’umanità che circonda la regina Elisabetta I d’Inghilterra abbia ben poco valore. Lei e solo lei ha il potere di decidere  tutto e su di tutti in quanto guida inflessibile e ferma di un grande stato. Ma questa donna speciale non è diversa dalle altre in una cosa: ha la capacità di innamorarsi e, come ogni altra donna, ha il desiderio di essere riamata. E questa sua “umanità” costerà la vita a Roberto, che purtroppo non la ricambia amando invece la sua dama di compagnia, la duchessa Sara.

 

Donizetti attese alla composizione dell’opera nel corso della terribile estate del 1837, durante la quale perse il terzo figlio e soprattutto l’amata moglie Virginia Vasselli e questo dolore del compositore esce fuori dalle note dell’opera. Un’opera che si basa soprattutto sulle lunghe arie dei protagonisti, e nel secondo atto ancor più su quelle di Elisabetta, regina tanto provata dal dolore da decidere di abdicare (avvenimento mai accaduto nella storia reale). Arie difficili che richiedono virtuosismi vocali in principal modo dai ruoli femminili e che lo splendido cast di ieri sera ha eseguito in maniera impeccabile.

Sonia Ganassi, tra i maggiori mezzosoprani della sua generazione,   è entrata a pieno in Sara mettendoci molta passione per affrontare sia la parte musicale sia la gestualità, al fine di rendere vero il suo personaggio. Stefano Pop,  voce gradevole ed adatta alla parte , che forse si  fida troppo dei suoi discreti mezzi e talvolta osa troppo , è sicuramente  un cantante che ha buon gusto nel porgere ed è stato un convincente Roberto. Marco Di Felice ha la fortuna di poter contare su di un atletismo vocale sorprendente per lunghezza di fiati e volume, per questo il suo Duca di Nottingham è efficace.

Ma fra tutti è lei che brilla, Mariella Devia, splendido soprano  ancor oggi,  con  quel suo corretto  uso del  fiato, la  posizione  “alta” dei suoni, la  capacità di  modulare  il proprio strumento  che sono  i  dati essenziali   per  poter  risolvere  quanto  previsto  dall’autore, è un Elisabetta che travolge.

Infine un debutto importante al Carlo Felice, quello del direttore d’orchestra Francesco Lanzillotta, considerato a ragione uno dei più promettenti giovani direttori nel panorama musicale italiano, come ha dimostrato ieri sera.

Grandi applausi per tutti, meritatissimi. Un plauso al regista Alfonso Antoniozzi, che senza  usare stravolgimenti di effetto, ho dato a quest’opera  un valore aggiunto  fatto di classe, garbo ed acutezza.

Roberto Devereux sarà in scena al Carlo Felice fino al 29 marzo. (nelle foto: alcuni momenti dell’opera  Roberto Devereux al Teatro Carlo Felice di Genova; nel video le prove al Carlo Felice di Roberto Devereux).

FRANCESCA CAMPONERO

Internet: www.carlofelicegenova.it

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