Mamme coraggio: no ai clandestini al Palaroja, prima i nostri bimbi

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No ai clandestini in mezzo ai bambini al Palaroja: mamme coraggio hanno vinto
No ai clandestini in mezzo ai bambini al Palaroja: è la protesta delle mamme coraggio di Ventimiglia
No ai clandestini in mezzo ai bambini al Palaroja: è la protesta delle mamme coraggio di Ventimiglia

IMPERIA. 10 GIU. “No ai clandestini in mezzo ai bambini”. “Ventimiglia libera. Prigionieri a casa nostra”.

Insicurezza, degrado e pericoli sanitari: dai sospetti casi di scabbia e tubercolosi alle vaccinazioni per la varicella dei giorni scorsi.

Alcune decine di mamme coraggio oggi si sono schierate davanti al Palaroja nella zona di Roverino per difendere i loro figli dall’invasione. Hanno protestato, anche con dei cartelli, contro il sindaco ex Pd Enrico Ioculano e il governo Renzi, grande assente, che le ha abbandonate.

 

Le mamme coraggio hanno spiegato che non vogliono gli immigrati nella palestra frequentata dai loro figli e che non si tratta di un’emergenza perché il problema è concreto almeno dall’anno scorso.

In effetti, finora le istituzioni non sono state in grado di risolverlo in modo efficace, salvaguardando la popolazione. Abbandonati a se stessi, i cittadini di Ventimiglia ormai sono esasperati e quindi nel pomeriggio c’è stata alta tensione perché alle mamme coraggio si sono aggiunti anche degli uomini.

Le donne non hanno intenzione di lasciare il presidio davanti al Palaroja: “E’ una struttura che abbiamo atteso per 30 anni. Ora la volete dare ai clandestini. Trovate loro un’altra sistemazione, lontano dalle case oppure trasferiteli in altri centri di accoglienza fuori dalla nostra regione. Paghiamo da sempre fior di tasse, siamo onesti e lavoriamo e adesso ci trattate così. Il governo ci ha abbandonati. Non va bene”.

Il Palaroja è stato “requisito” per 20 giorni con un’ordinanza del sindaco a favore degli immigrati. Non sembra che Ioculano sia intenzionato a fare marcia indietro.

Dal ministero di Angelino Alfano sembra che non siano arrivate neppure le tende per i clandestini, che sarebbero da trasferire lontano dalle abitazioni e dai bimbi. Molti immigrati, infatti, non solo rifiutano di farsi identificare dai tutori dell’ordine, come prevede la legge, ma anche di sottoporsi alle varie analisi per ottenere almeno un certificato medico di buona salute.

La rabbia dei residenti che dicono no ai pericoli dell’invasione e il caos immigrati nella città di confine continuano.

 

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