Mai: Vendemmia con amici non è caporalato

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L'assessore regionale all'Agricoltura Stefano Mai si schiera con viticoltori: vendemmiare con amici e parenti non è reato
L’assessore Stefano Mai si schiera con i viticoltori: vendemmiare con amici e parenti non è reato

GENOVA. 6 NOV. “Vendemmiare con amici e parenti non è caporalato”. L’assessore regionale all’Agricoltura Stefano Mai (Lega Nord), oggi si è schierato dalla parte dei cittadini preoccupati di essere multati pesantemente dopo i fatti delle scorse settimane tra Liguria e Piemonte.

“È necessario – spiega Mai – provvedere a dare una normativa e regole certe sulle modalità della vendemmia in termini di ‘manodopera’ utilizzata. Non si può rischiare, come successo qualche mese fa anche in Liguria, che venga multato un viticoltore perché viene aiutato da parenti e amici. La tradizione della vendemmia, che da secoli è vissuta all’interno delle comunità agricole come momento di socializzazione e di festa coinvolgendo anche anziani e bambini, non può essere neppure lontanamente confusa con il deprecabile fenomeno del caporalato che purtroppo sappiamo essere ampiamente diffuso sul territorio nazionale e che deve essere assolutamente debellato perché legato a doppio filo con la malavita organizzata e il traffico di essere umani”. L’assessore Mai, durante la commissione Politiche Agricole a Roma, ha avanzato la proposta di prevedere “albi regionali di aziende e misure a tutela delle tradizione agricole locali per esempio la vendemmia”.
“Siamo solo all’inizio di una discussione molto ampia su una materia non semplice che deve essere normata – prosegue Mai – perché coinvolge un patrimonio di tradizioni con peculiarità diverse da regione a regione. Tuttavia è necessario differenziare, a livello normativo, gli atti impropri e illegali dalla tradizione, altrimenti rischiamo di fare un danno alla società, alle comunità locali e di perdere tradizioni secolari”.

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