Magnan e Rebora, comporre musica a quattro mani

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Le compositrici di musica Carla Magnan e Carla Rebora
Le compositrici di musica Carla Magnan e Carla Rebora
Le compositrici di musica Carla Magnan e Carla Rebora

GENOVA. 7 APR. Sabato 9 aprile 2016 ore 16,30 alla Biblioteca Berio si terrà un incontro con le compositrici Carla Magnan e Carla Rebora dal titolo “Il lavoro di squadra al femminile oggi: comporre musica a quattro mani” a cura dell’Associazione Culturale Pasquale Anfossi.

Carla Magnan e Carla Rebora si incontrano nella classe di Azio Corghi all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (Roma) e all’Accademia Chigiana di Siena, dove si sono perfezionate in Composizione. Entrambe vincitrici di concorsi di composizione nazionali ed internazionali, e spesso segnalate per merito artistico delle loro composizioni, hanno al loro attivo diverse commissioni ed esecuzioni da parte di solisti, ensemble ed orchestre. Proficua e assolutamente innovativa è la collaborazione e l’intesa creatasi tra le due compositrici, pur mentenendo entrambe la loro originalità creativa e la loro carriera compositiva. Insieme hanno già scritto Hymnen (2004), sei immagini musicali con testi tratti ed elaborati da Hymnen an die Nacht di Novalis e il corto d’opera L’aurea d’Amore (2009) su libretto tratto dal romanzo “Il copista” di Marco Santagata. Entrambe le opere hanno vinto il primo premio in importanti concorsi di composizione.

Nel 2010 hanno trascritto Un noveau Petit train de plaisir, suite per pianoforte a quattro mani dal balletto di Azio Corghi, per e su commissione della Universal Musica Publishing Ricordi e l’opera multimediale Demo-cracy (2012) con la collega Roberta Vacca, commissionata e prodotta da Sconfinarte Edizioni musicali in collaborazione con il Centro di musica contemporanea di Milano. Del 2013 è l’opera buffa Il salto degli Orlandi, su libretto tratto dal racconto omonimo di Marco Santagata, che ha ricevuto una menzione di merito speciale al Concorso Internazionale di Composizione “Gabriella Gentili Mian” indetto dalla Fondazione Teatro Verdi di Pisa e riservato ad un’opera da camera originale. La loro collaborazione prosegue nel 2016 con …à bord d’un petit train de plaisir, rivisitazione della celebre suite nella trascrizione per pianoforte a quattro mani, quartetto d’archi e voce recitante. Qui la musica pirotecnica del balletto interagisce con il testo divertentissimo ed ironico di Quirino Principe che lui stesso definisce «un feuilleton con venature tragico-teologiche su musiche di Gioachino Rossini commentate da un volonteroso (ma inadeguato) Quirino Principe».

 

L’ingresso all’incontro è libero fino ad esaurimento posti.

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