Maglio 3, assolti i dieci boss: a Genova ‘ndrangheta non esiste

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Inchiesta Maglio3 su 'ndrangheta a Genova: tutti assolti in appello i dieci presunti boss indagati dal Ros dei carabinieri
Processo Maglio3 su ‘ndrangheta a Genova: tutti assolti in appello i dieci presunti boss indagati dal Ros dei carabinieri

GENOVA. 19 FEB. Stamane in Corte d’Appello a Genova sono stati assolti i dieci presunti boss appartenenti alla ‘ndrangheta, imputati nel processo Maglio 3. La sentenza è stata emessa dai giudici della terza sezione, che hanno confermato quella di primo grado. Come l’altra volta, anche stamane gli imputati hanno esultato appena ascoltata la sentenza letta dal presidente della Corte.

Gli assolti sono Onofrio Garcea, Lorenzo Nucera, Rocco Bruzzaniti, Raffaele Battista, Antonino Multari, Michele Ciricosta, Benito Pepè, i fratelli Francesco e Fortunato Barilaro e Antonio Romeo.

Secondo l’accusa, Garcea e Nucera sarebbero stati i “promotori” della cosca genovese,  mentre Bruzzaniti, Battista e Multari i “partecipi”. Ciricosta, Pepè e i fratelli Barilaro i “referenti” della locale di Imperia e Romeo di La Spezia. Dopo il primo grado, gli arrestati erano stati già scarcerati.

 

Secondo i giudici genovesi, l’indagine del Ros dei carabinieri avrebbe tracciato un quadro “solo” ipoteticamente e potenzialmente preoccupante, ma non avrebbe dimostrato a sufficienza la concreta organizzazione di reati tipici di organizzazioni mafiose, come estorsioni, minacce, attentati incendiari, facendo emergere “solo” delle riunioni e dei contatti.

In sostanza, fino a quando non ci scappa il morto, né si mette in atto un’estorsione, né s’incendia un’attività commerciale, ma ci si riunisce a tavolino fra compaesani per poi “solo” eventualmente commettere reati, non sarebbe questione di ‘ndrangheta. Una scelta giuridica del genere era stata adottata tempo fa dai giudici di Torino, ma era stata criticata. Prevenire prima di curare per i carabinieri vale, per i giudici no.

 

 

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