Maculopatia, consumatori sulla scarsa reperibilità di Avastin

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La maculopatia e l'Avastin
La maculopatia e l'Avastin
La maculopatia e l’Avastin

GENOVA. 16 FEB. “Avastin e Lucentis – si legge in una nota di Assoutenti Liguria – sono due farmaci oftalmici, antitumorali, praticamente impossibili da trovare e acquistare.

Il primo è economico, ma viene somministrato ‘col contagocce’ a causa di diversi paletti burocratici. L’altro, invece, si trova facilmente ma è troppo costoso. Il risultato è drammatico: circa 100 mila pazienti in tutta Italia rischiano di perdere la vista”.

La denuncia, ripresa dalle associazioni dei consumatori, viene dalla Società italiana di oftalmologia (la Soi) a due anni di distanza dal via libera del Consiglio superiore di sanità all’uso oftalmico dall’antitumorale Avastin (15 euro a dose), prodotto dalla Roche, dichiarato equivalente per efficacia e sicurezza al più costoso Lucentis (oggi 630 euro a dose) della Novartis, farmaco autorizzato invece proprio per la maculopatia senile, malattia che porta alla cecità.

 

A raccogliere la denuncia Rete Consumatori Italia, che, in occasione degli Stati generali della Sanità ligure, ha ribadito la sua posizione: “L’Avastin non può essere somministrato solo dagli ospedali”, ha detto Furio Truzzi, presidente di Assoutenti, a nome anche di Giovanni Ferrari e Ivano Giacomelli, presidenti rispettivamente di Casa del Consumatore e Codici.

“E’ necessario sbloccare la mancata diffusione di questi farmaci, Avastin deve essere reperibile da subito nelle farmacie”.

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