M5S: Piovra mafiosa anche in Liguria

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Il Movimento ligure di Beppe Grillo lancia l’allarme mafia anche per la nostra regione

GENOVA. 6 NOV. “La mafia c’è e rischia di colonizzare la regione Liguria”. Così si apriva, nel febbraio 2015, il report della Fondazione Caponnetto sulla criminalità organizzata nella nostra regione. Con numeri da far tremare i polsi: si parla addirittura di un fatturato annuo complessivo che oscilla tra i 10 e gli 11 miliardi di euro.

“Di fronte a una simile emergenza – lancia l’allarme Fabio Tosi, portavoce di M5S – la politica fino ad oggi si è mossa poco e male, nonostante che i tentacoli della piovra mafiosa siano arrivati anche in Liguria. Nel 2012 l’ex giunta ha approvato una legge per la “Prevenzione del crimine organizzato e mafioso e per la promozione della cultura della legalità”. Ventidue articoli con cui Burlando provava a mettere ordine a un tema che tocca sempre più da vicino cittadini, media e istituzioni. Al di là delle valutazioni politiche, a balzare subito all’occhio è un aspetto giuridico: quella legge non recepiva il codice di autoregolamentazione approvato due anni prima dalla Commissione parlamentare Antimafia. Nel frattempo, nel 2014, è entrato in vigore il nuovo codice di regolamentazione vergato dal nuovo Presidente della Commissione, Rosy Bindi, che non è stato recepito dall’assemblea legislativa regionale. A distanza di tre anni, con colpevole ritardo, è arrivata l’ora che la Regione Liguria metta in atto ciò che per tutto questo tempo non ha fatto o non ha voluto fare, per inadempienza o per mancanza di volontà politica. Noi, come Movimento 5 Stelle, lo abbiamo chiesto con una proposta di deliberazione che impegna il consiglio a recepire il nuovo codice, lanciando un messaggio preciso di lotta ad ogni forma di mafia. Rispetto alla legge del 2012, presenteremo una serie di emendamenti per inasprire le norme. In particolare chiederemo che ogni gruppo consiliare si doti di un proprio codice di autoregolamentazione e che,qualora il membro di un gruppo sia coinvolto in vicende legate alla criminalità organizzata, non possa ricoprire alcun incarico di nomina regionale, della giunta regionale e dei rispettivi presidenti. La lotta alla mafia non ha alcun colore politico”.

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