M5S: l’ospedale di Cairo essenziale per la Valbormida

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il Meetup della Valbormida, con Andrea Melis, all'ospedale di Cairo Montenotte
il Meetup della Valbormida, con Andrea Melis, all'ospedale di Cairo Montenotte
il Meetup della Valbormida, con Andrea Melis, all’ospedale di Cairo Montenotte

SAVONA. 16 SET. Un ospedale essenziale per la Valbormida, dimenticato da tutti. Il Movimento 5 Stelle chiede che la Regioni dichiari l’ospedale “di area disagiata” per reperire i fondi necessari al punto di primo soccorso.

“Non ci sono soldi! è questo il tormentone dei vari soggetti politici che nel tempo si sono affollati al capezzale dell’ospedale di Cairo e che a vario titolo hanno avallato o imposto tagli su personale, posti letto, reparti e servizi, depauperandolo al punto che non sappiamo quale possa essere il futuro di questa struttura essenziale per i cittadini della Val Bormida – dichiarano dal Meetup della Valbormida – Pare curioso però che si apprenda dai media dell’esistenza di inchieste della magistratura su scandali sanitari regionali in cui si ipotizzano danni per 160 milioni, o appalti “irregolari” per 170 milioni o che la migrazione dei liguri verso strutture sanitarie di regioni confinanti gravi sul bilancio regionale per 40 milioni all’anno. E pensiamo agli enormi sperperi e ruberie di denaro pubblico in altri settori? Lo stato ci prende il 70% del nostro reddito annuo tra imposte dirette, indirette e tasse per un ammontare di oltre 800 miliardi e ne spende oltre 900 incrementando di 100 miliardi all’anno un debito pubblico che ammonta a circa 2.260 miliardi per il quale paghiamo circa 100 miliardi di interessi annui. Possiamo quindi avere la certezza che “i soldi ci sono”, anche per il nostro ospedale, basta toglierli dalle “tasche sbagliate” – dichiarano dal Movimento – Con il Consigliere regionale Andrea Melis abbiamo fatto un sopralluogo presso la struttura appurando che esistono grandi potenzialità nel reparto day surgery dove gli addetti, pochi e con mille difficoltà, stanno facendo miracoli per fornire servizi importanti alla popolazione su differenti specialità. Ci sono i presupposti concreti che con un minimo investimento di risorse e personale aggiuntivo il servizio possa essere ampliato a week surgery con ulteriori vantaggi per i pazienti, specie anziani non autosufficienti o chi, per difficoltà economiche, non può rivolgersi a strutture private o spostarsi altrove. Discorso a parte il Punto di Primo intervento, vero dilemma della struttura – spiegano i portavoce dell’M5S -che, così ridotto da una pessima gestione sanitaria, non ha speranza di sopravvivere e lo riteniamo estremamente funzionale all’ospedale e indispensabile per la popolazione. Per questo motivo, visto che peraltro sussistono i requisiti tecnico-giuridici, è di fondamentale importanza che la Regione dichiari l’ospedale della Val Bormida “ospedale di area disagiata” il che comporterebbe il consolidamento dei servizi primari e il ripristino del pronto soccorso. Chi ha la sfortuna di non godere di buona salute, e in valle sono molti per i più svariati motivi, sicuramente apprezzerebbe una struttura ospedaliera, per diagnostica e terapia, efficiente e vicino a casa. È ora che la gente si mobiliti in difesa del suo ospedale – concludono i grillini – perché la salute è un diritto e non un privilegio come diversamente ritengono altri che “parlano bene ma razzolano male”, a cominciare dai politici locali”.

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