M5S: in Regione vince il partito delle doppiette

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Cacciatore si spara ad un piede
M5S punta il dito con il partito ombra in Regione: Toti, Bruzzone, Mai e le doppiette
M5S punta il dito con il partito ombra in Regione: Toti, Bruzzone, Mai e le doppiette liguri

GENOVA. 23 DIC. “Per chi non lo avesse ancora capito, ormai è chiaro: l’assessore Mai, con delega a Caccia e pesca e tutta la giunta regionale sono nelle mani dei cacciatori. E’ di ieri l’annuncio della proroga fino a fine gennaio della caccia al cinghiale perché, secondo le stime (dei cacciatori?) ne sono stati abbattuti “solo” il 57% dei contingenti fissati dal “tavolo tecnico” di agosto scorso”.

Lo ha detto oggi il consigliere regionale M5S Marco De Ferrari, ironizzando sul partito delle doppiette a De Ferrari.

“Il tasso di cinghiali abbattuti – ha aggiunto De Ferrari – è troppo basso? “Andiamo avanti” ordina Mai, a cui evidentemente non sono bastate le direttive europee e le sanzioni del Tar (vedi caccia agli storni). Testardi, assessore e giunta, continuano imperterriti a pensare che la caccia sia la panacea di tutti i mali, quando in realtà ne è la causa principale. La causa confusa con l’effetto”.

 

In Parlamento, il MoVimento 5 Stelle si è occupato da subito del fenomeno della proliferazione dei cinghiali, presentando, nel febbraio 2014, una risoluzione, i cui impegni sono stati accolti in un atto congiunto della commissione agricoltura il 29 ottobre dello scorso anno.

“Ci permettiamo – ha concluso De Ferrari – anche di ricordare all’assessore Mai e al presidente-cacciatore Bruzzone l’articolo 1 della legge 157/1992, che recita: La fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale e internazionale. Per il contenimento dei danni causati dai cinghiali ci sono numerosi metodi non cruenti, in primis la prevenzione che passa anche attraverso una corretta informazione dei cittadini”.

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