M5s e l’acqua pubblica in Liguria

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E' tornata l'acqua a Sanremo
Andrea Melis del Movimento 5 Stelle Regione Liguria riguardo la situazione dell' acqua pubblica
Andrea Melis del Movimento 5 Stelle Regione Liguria riguardo la situazione dell’ acqua pubblica

GENOVA. 8 SET. Riceviamo e pubblichiamo nota di Andrea Melis del Movimento 5 Stelle Regione Liguria riguardo la situazione dell’ acqua pubblica.

In molti – si legge in una nota di Melis – se lo sono scordati, ma nel giugno 2011 la maggioranza degli italiani ha detto quattro volte SI all’acqua pubblica. A distanza di quattro anni dal referendum, dello spirito di quel referendum é rimasta la forma ma non la sostanza.

La posizione del MoVimento 5 Stelle è a sostegno del comitato ABC (Acqua Bene Comune) che si batte per la ripubblicizzazione delle risorse idriche. Ma nulla cambierà fin quando la logica privata non sarà debellata: non basta che la gestione del servizio idrico integrato sia affidato a società a partecipazione pubblica. Ma, per uscire da questo circolo vizioso, é necessario che sia affidato a società di diritto pubblico.

 

Quello che sta accadendo oggi nel savonese è una possibile ulteriore ripartizione degli ATO. In termini assoluti non è sbagliato. Il comitato ABC è favorevole all’individuazione anche di più ATO individuati sui bacini idrografici del territorio.

L’ago della bilancia, semmai, è un altro: quali saranno i soggetti che li gestiranno? Oggi in molti casi si tratta di Spa, ovvero società di diritto privato, tradendo nella sostanza la volontà chiara espressa nel referendum con cui i cittadini chiedevano soggetti interamente pubblici. All’interno delle Spa undomani potrebbe entrare un privato e ci ritroveremmo al punto di partenza, come Iren insegna.

Nel dibattito in corso in commissione e nei prossimi passaggi in consiglio auspichiamo che venga tenuto in forte considerazione questo aspetto. 

In particolare, abbiamo chiesto che venga audito in commissione il comitato Abc il 17 settembre prossimo e il 21 settembre i sindaci del Ponente.

Resta il termine perentorio del 30 settembre per la predisposizione di un piano d’ambito e l’individuazione del gestore unico all’interno di ogni ATO. È fondamentale che quest’obiettivo sia raggiunto, pena il commissariamento, con il successivo passaggio dell’indizione di gara. 

Ma Savona è solo la punta dell’iceberg di un’ambiguità che interessa tutta la Liguria. 

Siamo preoccupati, ad esempio, per la situazione dell’imperiese, dove il soggetto di diritto pubblico ha in gestione solo le risorse idriche ma non la depurazione. La stessa Genova é completamente in mano a Iren. Quando avverrà un vero processo di ripubblicizzazione dell’acqua, come prevede il referendum?”

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