“L’uomo dal fiore in bocca” con Gabriele Lavia debutta al Duse

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L’uomo dal fiore in bocca con Gabriele Lavia debutta al Duse

GENOVA. 22 SET. In questi giorni al teatro Duse è in prova lo spettacolo L’uomo dal fiore in bocca di Luigi Pirandello che debutterà in Prima nazionale venerdì 30 settembre alle ore 20,30. Gabriele Lavia è regista ed anche protagonista insieme a Michele Demaria e Barbara Alesse dello spettacolo, coprodotto insieme al Teatro della Toscana.

Il testo drammaturgico è stato ripreso da Pirandello dalla propria novella “La morte addosso”, da cui l’autore siciliano ne ha tratto un atto unico senza dubbio uno dei capolavori del teatro del ‘900.

“L’uomo dal fiore in bocca” all’avvicinarsi della fine della propria viva sente di avere la mente più lucida, affinando la capacità d’indagare il mistero della vita, penetrarne l’essenza e riscoprirne la bellezza che gli si mostra in tutte quelle cose, apparentemente insignificanti, che riempiono ogni momento dell’esistenza.

 

Il fiore di cui parla il titolo è, in realtà, un epitelioma.., cioè, un tumore maligno, che si è annidato sulle labbra di quest’uomo. Tutt’altro fiore, quindi: se Pirandello lo chiama così, è solo per esprimere quell’amara ironia che caratterizza spesso le sue creazioni.

La sua speciale condizione isola l’uomo dagli altri, lo chiude in una severa solitudine. Egli vorrebbe poter dimostrare a se stesso (così egli dice) che la vita è “sciocca e vana”, in modo da rendere meno duro il proprio distacco dal mondo; ma ad ogni istante egli non fa che scoprire la bellezza della vita che gli si mostra in tutte quelle infinite cose apparentemente insignificanti che riempiono ogni momento della nostra esistenza . Dunque, è proprio da questa disperazione che nasce la sua insofferenza nei confronti dell’unica persona (la moglie) che saprebbe dargli vero affetto e vera partecipazione alla sua sofferenza. L’apparente allegria con cui egli segue i più minuti fatti dell’esistenza quotidiana, non implicano una sua attiva partecipazione a quella gioia del vivere che si riflette in tutte le cose che lo circondano; al contrario, esse indicano solo il suo disperato e solitario tentativo di restare attaccato alla vita, “come un rampicante alle sbarre di una cancellata”.

“L’uomo dal fiore in bocca è l’opera più folgorante di Pirandello – dice Lavia- . Un capolavoro. Nello spettacolo, il breve atto unico è stato interpolato con “pezzi” di novelle che affrontano il tema del rapporto tormentato tra marito e moglie che viene visto con il distacco di un’ironia che rende i personaggi vicinissimi a noi”. Con quest’ultimo lavoro Lavia ribadisce il proprio interesse per Pirandello che più di ogni altro ha segnato con le sue opere la cultura del nostro tempo. La scena è di Alessandro Camera, i costumi sono del Laboratorio del Teatro della Pergola, le musiche sono di Giordano Corapi, le luci di Michelangelo Vitullo.

“L’UOMO DAL FIORE IN BOCCA” sarà al Teatro Duse fino a domenica 9 ottobre.  Lo spettacolo è in scena dal martedì al sabato alle ore 20.30, domenica alle ore 16. Come nella scorsa stagione, la recita del giovedì di ogni spettacolo in cartellone, inizia alle 19.30.Oggi si aprono le prenotazioni alla biglietteria della Corte aperta con il seguente orario: dal lunedì al sabato dalle 10 alle 20.

FRANCESCA CAMPONERO

Per ulteriori informazioni: www.teatrostabilegenova.it 

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