L’unità: parola d’ordine del nuovo Pd

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Davide Ermini è il commissario del Pd ligure
Davide Ermini, commissario del Pd ligure
David Ermini, commissario del Pd ligure

GENOVA. 29 NOV. Unità, sicurezza, lavoro, riforme. Gli impegni del Governo e gli obiettivi ancora da raggiungere. David Ermini, commissario del Pd ligure nominato da Matteo Renzi,  ha concentrato su questi temi buona parte della sua relazione all’assemblea regionale che si è conclusa ieri sera all’Auditorium del Carlo Felice. Quello di ieri è stato il primo appuntamento del percorso che porterà al congresso regionale nel 2016 e all’elezione del nuovo segretario ligure.
“Accanto al sostegno alle forze dell’ordine – ha esordito Ermini, con accanto il ministro alla Difesa Roberta Pinotti – è altrettanto importante l’impegno sul piano dell’inclusione sociale e culturale. Il terrorismo si combatte anche attraverso la costruzione di una base sociale forte che non permetta a questo fenomeno di attecchire”.

Il commissario regionale ha poi indicato ai suoi compagni di partito di prepararsi alle prossime elezioni.

“Dobbiamo ripartire dall’unità e dall’identità nel partito – prosegue Ermini – . E’ bene che si discuta, ma all’interno del partito. Cerchiamo di dare un segnale di unità. A Savona l’amministrazione uscente ha operato bene. Ha la fiducia di molte persone. Dobbiamo lavorare perché venga confermata la coalizione di centrosinistra che ha sostenuto Berruti e se c’è un candidato unico bene, altrimenti faremo le primarie. Ma con una regola chiara: chi perde deve legittimare chi ha vinto e lavorare per la vittoria alle urne. Alla Spezia nei primi mesi del 2016 verrà indetto il Congresso. Qui lavorerò per garantire un percorso unitario e costruire un partito unito. Nel Tigullio la situazione è la stessa: si dovrà andare a Congresso per sostituire il segretario Garibaldi, che è stato eletto consigliere regionale. A Genova l’appuntamento con le urne è nel 2017. Dobbiamo lavorare per confermare la coalizione di centro sinistra e continuare a sostenere il sindaco Doria e la sua giunta, sarà poi lo stesso Doria a dirci se vorrà ricandidarsi o meno. In Regione è importante dimostrare, come già il gruppo sta facendo, che anche se non siamo più al Governo, siamo comunque in grado di influire sulle scelte. Impegniamoci per rimarcare in maniera forte la nostra linea, che è totalmente alternativa alla destra. Dimostriamo che in Italia la sinistra siamo noi, storicamente e oggi con i nostri programmi. Chi esce dal PD non porta voti alla sinistra ma alla destra del M5S. Soprattuto cerchiamo di vivere questo momento di passaggio a livello locale come un investimento sul futuro. Il futuro della Liguria che appartiene ancora a noi”.

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