L’Unità e la caccia alle streghe del Pd, Paita: io non divido il partito

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La capogruppo regionale del Pd Raffaella Paita
La capogruppo regionale del Pd Raffaella Paita
La capogruppo regionale del Pd Raffaella Paita

GENOVA. 8 LUG. Il circolo del Pd del centro storico di Genova, ieri ha chiesto la rimozione dall’incarico di capogruppo regionale di Raffaella Paita, anche per la questione del caso di ‘ndrangheta, rifiuti e favori a Lavagna, in cui la pupilla dell’ex governatore Claudio Burlando, a differenza dell’ex assessore regionale Giovanni Boitano (Liguri con Paita), non è indagata e risulta del tutto estranea ai fatti contestati pure all’ex deputata Udc Gabriella Mondello e all’ex sindaco Giuseppe “Pino” Sanguineti (ex Psi) finiti ai domiciliari.

Paita alla caccia alle streghe dei compagni non ci sta e oggi ha replicato: “Magari qualcuno si è chiesto perché non ho parlato di questa assurda polemiche. Ci tengo a chiarire che non ho avuto tempo perché sono molto impegnata a raccogliere le firme per il referendum costituzionale che è la priorità più importante per il Paese.

Poi non ho avuto tempo perché il mio impegno lo uso per unire e non dividere, per costruire e non demolire, per discutere e non sputare sentenze.

 

Il gruppo regionale del Pd, spesso in solitudine, deve svolgere un impegnativo ruolo di opposizione a un governo di centrodestra che vuole cementificare i parchi, costruire nuovi centri commerciali, smantellare la sanità pubblica, pagare le spese legali a chi fa eccesso di legittima difesa, aumentare i costi della politica (sono solo alcuni esempi).

Quindi sono, siamo aperti a ogni discussione anche aspra, ma solo nelle modalità in cui si rafforzi il Pd. Abbiamo già commesso, come comunità, troppi errori consegnando la Regione a una destra incapace e populista. Ora, se permettete, io costruisco, sorrido, amo i miei compagni di partito e soprattutto cerco di non dividere ma unire sempre”.