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LUDOPATIA. QUANDO IL GIOCARE DIVENTA PATOLOGICO

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GENOVA. 28 AGO. Ottanta miliardi di euro nel 2011, oltre cento previsti per il biennio 2012-2013: questi i numeri del gioco d’azzardo nel nostro Paese. Cifre da capogiro, che testimoniano la crescita costante della passione degli italiani per il gioco.

Ma quando il gioco smette di essere tale perché un giocatore non è più in grado di controllarsi quando scommette, punta alla roulette o si collega a Internet per giocare a texas hold’em online, allora il divertimento sano scompare: la patologia è in agguato e si trasforma ben presto in una malattia da curare.

Ludopatia, la chiamano gli esperti, vale a dire dipendenza dal gioco d’azzardo. Bisogno ossessivo e irrefrenabile di giocare, sbalzi d’umore che oscillano tra euforia e depressione, rapporti familiari, sociali e professionali rovinati, sono le sue caratteristiche. Una vera e propria piaga sociale, che coinvolge circa un milione e mezzo di italiani. Una malattia che da pochi mesi è stata inserita tra le patologie riconosciute dal Servizio Sanitario Nazionale: i giocatori affetti da ludopatia possono così recarsi presso strutture pubbliche o convenzionate e ricevere cure gratuite da parte di equipe di psicologi specializzati.


Il problema ha assunto dimensioni tali da richiedere uno sforzo comune, da parte della sanità pubblica, dello Stato, della politica – sia in Italia sia in Europa – e dei diretti interessati. L’obiettivo è debellare la ludopatia oltre che con la cura, con strumenti di prevenzione e di tutela dei soggetti a rischio: educare a giocare in modo responsabile può fare la differenza.

Nel 2011, a livello comunitario è stato redatto “Il Libro Verde sul gioco d’azzardo” mentre in Italia è entrata in vigore una legge che regolamenta il gioco online, attraverso norme che ne favoriscono il controllo. Anche i giocatori devono fare la loro parte: leggere una buona guida di poker on line, informarsi sulle regole delle scommesse, giocare solo su siti autorizzati dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato sono gesti che possono scongiurare la dipendenza dal gioco d’azzardo.

Probabilmente vietare non serve a nulla, anzi; molto più importante è regolamentare, tutelare, educare.

La strada per sconfiggere la malattia del ventunesimo secolo parte da qui.

 

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