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Loro ci difendono dai violenti, ma i magistrati li condannano

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Carabinieri arresto (foto d'archivio)

GENOVA. 20 DIC. Anziché credere ai nostri, i magistrati genovesi hanno creduto a loro. Due carabinieri che, chiamati dai cittadini, fecero il loro dovere per mettere fine a un violento alterco tra ecuadoriani a Certosa, furono poi accusati dalla procura dell’arresto illegale degli stranieri.

I nostri militari furono assolti in primo grado, ma oggi in Appello sono stati condannati a 4 anni di reclusione per falso e calunnia. In sostanza, secondo il procuratore generale Pio Macchiavello, avrebbero attribuito agli immigrati una rissa che invece non si sarebbe verificata.

I fatti contestati dalla pubblica accusa risalgono a una giornata come tante del 2011, quando i cittadini chiamarono il 112 per una delle solite risse fra stranieri nel ponente genovese.


Successivamente, i cinque ecuadoriani negarono, sostenendo che in effetti vi erano stati due diversi scontri tra immigrati, uno in via Jori e uno in piazza Petrella, ma che si trattava di persone che si erano affrontate in due diverse situazioni e uno dei cinque sarebbe intervenuto per dividere due connazionali. L’accusa di rissa, per cui occorrono almeno tre o più persone in un unico contesto, davanti ai giudici era quindi decaduta.

I legali difensori dei carabinieri hanno annunciato che ricorreranno in Cassazione.

 

12 COMMENTI

  1. Vorrei dire che però anche a me è successo di essere aggredita da due “persone” e i carabinieri scrissero che invece partecipavo ad una rissa!

  2. Sig Pina…legalmente le forze di polizia che intervengono successivamente ai fatti non possono determinare se una persona è stata aggredita oppure ha partecipato attivamente alla rissa….a meno che non vi siano testimonianza usanze che attestano le vicissitudini…..saranno poi legali e magistrati ad individuare lo svolgimento dei fatti……vede per le forze di polizia è più facile o meglio è meno una rottura non dichiarare una rissa considerato che l aggressione necessità della querela di parte come Condizione di procedibilita….

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