Lo Stabile festeggia il suo 65°compleanno con due importanti produzioni

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Lo Stabile festeggia il suo 65°compleanno con due importanti produzioni

GENOVA. 13 OTT. “Comincia la settimana importante in cui il nostro teatro racconta la storia ed il presente – ha detto in conferenza stampa oggi il Presidente del Teatro Stabile di Genova Gian Enzo Duci – una settimana che comincia con la messa in scena di due testi ad opera di due registi che confermano la qualità dello Stabile. Un teatro che non paura di spingersi troppo in là e a cui piace osare. Portare in scena 24 attori infatti non è cosa da poco ed è una vera scommessa. Ora anche i giornalisti ci seguono di più – ha aggiunto Duci – il che evidenzia quanto si cominci ad apprezzare il nostro lavoro”. Un giudizio certo poco felice, visto che il team della direzione precedente in tutti gli anni di passata gestione non ha certo fatto un lavoro di minor pregio e qualità! Ma si sa il dott. Duci è consueto a gaffes, quindi tutti i presenti, compreso l’ex coodirettore Marco Sciaccaluga, hanno ingoiato con indulgenza quel vanto un po’fuori posto.

A debuttare martedi 18 ottobre alla Corte in prima nazionale sarà La Cucina di Weker, diretto da Valerio Binasco. Come ben sappiamo Binasco è un regista apprezzato a livello internazionale ed è un fiore all’occhiello per il Teatro Stabile che lo ha formato. “Dobbiamo riportare Valerio a casa” sembra abbia detto Marco Sciaccaluga ad Angelo Pastore programmando la Stagione, e così è stato. Valerio è tornato a casa, del resto sembra avere un attaccamento forte verso questa”mamma”. Ma le condizioni le ha dettate lui proponedo uno spettacolo difficile da realizzare La Cucina. Il perchè della difficoltà di realizzazione consiste soprattutto per  il numero degli attori richiesti in scena: ben 24. Ma lo Stabile non si è tirato indietro e così, utilizzando tutti gli attori made in Stabile di Genova si è potuto fare lo spettacolo.

“Valeva la pena di fare uno spettacolo di forte impatto – ha detto Binasco- puntando sulla valorizzazione dei nostri attori, tutti usciti da questa scuola. La cucina è uno spettacolo ambizioso, certo, ma capace di dare visibilità alla Scuola di Genova, che, più che una scuola, può essere definita un movimento culturale. Il teatro italiano ha bisogno di essere cambiato e noi ce la mettiamo tutta”.

 

Il secondo spettacolo, che debutterà invece al Duse mercoledì 19 ottobre, porta la firma di Filippo Dini ed è il capolavoro di Moliere Il borghese gentiluomo.” Avevo letto il testo mentre frequentavo la scuola – ha detto Dini – ed è stato l’amore della gioventù. Per questo dopo una prima scelta volta al Crogiuolo di Miller mi è sembrato opportuno proporre per questa compagnia questo testo di Moliere. Un testo attualissimo in quanto nulla racconta meglio il mondo di oggi dei testi del passato.  Come sempre la voce di Moliere è quanto mai contemporanea in quest’opera in cui il protagonista è un personaggio divertente e contradditorio che va a braccetto con la crudele volgarità del nostro quotidiano”.

FRANCESCA CAMPONERO

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