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L’ISOLA DI CAPRAIA VUOLE DIVENTARE GENOVESE

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azione “soleggiata” dall’Isola d’Elba, arrivano segnali forti della volontà di rientrare amministrativamente nella Provincia di Genova. L’isoletta, appartato e favoloso regno di caprette selvatiche, flora e fauna mediterranea e teatro naturalistico con squarci di calette, spiaggette e approdi naturali per pochi intimi, faceva storicamente parte della Corsica quando la grande isola, ora francese, era sotto il dominio della Repubblica di Genova fino al 1767, allorchè venne ceduta dai notabili di Palazzo Ducale al Regno transalpino di Luigi XV°. Capraia non ha mai digerito la separazione dalla “madre-matrigna” Genova. E ora ne sente il richiamo, da quei vicoletti che ricordano in tutto e per tuti i “caruggi” della Superba. Non per nulla il fronte mare del capoluogo dell’isoletta dove ci sono i porticcioli e i moli per l’attracco dei traghetti provenienti da Piombino, si chiama Via Genova. E genovese più che toascana è la cadenza della parlata degli autoctoni. Sono 335 i residenti stabili del picolo paradiso al centro del Nord-Tirreno, 4 o 5 volte di più ora, in piena estate con turisti e vacanzieri. Marcello Di Meglio (nella foto il porticciolo di Capraia, il fronte mare si chiama Via Genova)

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