L’Islam in Liguria tace, Genova condanna

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Parigi Teatro Bataclan
La gente scappa gettandosi dalle finestre del Teatro Bataclan
Le Monde: i parigini scappano gettandosi dalle finestre per sfuggire agli spari di kalashnikov

GENOVA. 14 NOV. Lo Stato Islamico ha tempestivamente pubblicato sul web la rivendicazione della strage di ieri sera a Parigi. Sul sito online www.islam-liguria.org finora non c’è una parola sull’atto di guerra all’Europa. Neanche per le vittime. Se i musulmani ospiti della nostra regione forse preferiscono il silenzio, le reazioni dei genovesi non si sono fatte attendere: “E’ il momento di essere forti e uniti perché siamo in guerra. Cordoglio per le vittime di Parigi”. A condannare la violenza dei terroristi islamici sono tutti i liguri, che stamane si sono svegliati sotto choc.

Per domani il Coni ha deciso che ci sarà un minuto di silenzio prima delle manifestazioni sportive. Porte aperte oggi pomeriggio a Palazzo Ducale, con ingresso gratuito in segno di solidarietà, per la mostra “Brassai pour l’amour de Paris” e presidio di solidarietà in piazza Matteotti. Stasera alle 18 in piazza Mameli a Savona commemorazione per le vittime della strage. Lutto cittadino a La Spezia. Bandiere francesi a mezz’asta ovunque nelle città e sulle pagine liguri dei social network, con il simbolo della Pace e della Tour Eiffel.

“‪‎Francia‬ sotto attacco per la seconda volta. Siamo in guerra. Ora è il momento di agire. Cosa aspetta l’‪ ‎Europa‬ a difendersi? – afferma il governatore Giovanni Toti – Ora vediamo chi è il primo a convocare qualche marcia della pace! Non è più l’ora dell’ipocrisia ma di una risposta efficace. Il terrorismo‬ si sconfigge a casa sua. Intervenire contro l’‪Isis e schierarsi al fianco di Israele‬. Anche da noi in Liguria ci sono islamici integrati e moderati, ma finora ha prevalso troppo buonismo”.

 

“La nostra solidarietà – dice, tra i primi, la segreteria regionale di Alternativa Tricolore – a tutti i francesi residenti nella nostra Regione e all’intero popolo transalpino colpiti dalla violenza fanatica e folle dei militanti islamici che in nome di una religione legittimano l’odio la violenza e la morte. Massima attenzione da parte del Ministero degli interni, sospensione di tutte le operazioni che favoriscano l’arrivo di nuovi migranti o ‘presunti profughi’ tra i quali si annidano cellule terroristiche e messa al bando l’insieme della filiera che, a partire dalla predicazione d’odio nelle moschee culmina poi negli attentati terroristici islamici”.

“Mia moglie che è francese – racconta il presidente della Camera di Commercio Paolo Odone – mi ha fatto sapere che per fortuna nostra figlia si era fermata a casa di amici per la notte. Dobbiamo essere tutti uniti contro il terrorismo, anche nel sentimento. Servono misure per la sicurezza. Nulla di antidemocratico, ma una politica comune che finora non c’è stata. Le cellule terroristiche sono diffuse ovunque, complice anche un’immigrazione selvaggia”. Fabrizio Graffione

 

 

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