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L’INCONTRO A MINSK TRA PUTIN E POROSHENSKO. VOLONTA’ DI “EXIT STRATEGY”

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minsk-putin-poroshenskoMINSK. 26 AGO. C’è stata una stretta di mano tra il presidente russo Putin e il leader ucraino Poroshenko durante la cerimonia della foto di gruppo al palazzo dell’indipendenza di Minsk per il vertice tra Unione doganale (Russia-Bielorussia-Kazakhstan), Ue e Ucraina; a riferirlo l’agenzia Ria Novosti.

Si tratta del secondo incontro tra i due leader dopo quello del 6 giugno in Normandia per i 70 anni dello sbarco degli alleati.

Il presidente ucraino Petro Poroshenko a Minsk si è detto pronto a discutere varie possibilità di “exit strategy” della crisi nel sudest del suo Paese, nel vertice che è stato, da lui definito come momento nel quale “si decide la sorte del mondo e dell’Europa”.


“Capisco – ha detto Petro Poroshenko – che tutti i giocatori vorrebbero uscirne con dignità e siamo pronti a discutere diverse possibilità”, ponendo come condizione “sine qua non” la salvaguardia della sovranità e dell’integrità territoriale del Paese.

Dal canto suo Vladimir Putin ha risposto che “la Russia ha sempre rispettato e rispetta la scelta fatta da altri Paesi ma non a danno e a spese degli interessi di altri Paesi”. La crisi, ha aggiunto Putinnon può essere risolta attraverso l’ulteriore escalation dello scenario di forza, senza prendere in considerazione gli interessi sostanziali delle regioni sudorientali del Paese, senza un dialogo di pace con i loro rappresentanti”.

Il leader del Cremlino ha poi precisato come l’accordo di associazione tra Ucraina e Unione europea possa venire a costare alla Russia più di 100 miliardi di rubli, pari a 2,10 miliardi di euro.

In questo modo Mosca si vedrà costretta, anche con chiaro riferimento al gas, ad introdurre un regime economico di rapporto standard (usato anche per la Ue) per l’import ucraino come misura per proteggere il proprio mercato.

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