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Liguria Digitale dopo Bucci, gaffe centrodestra: nomina Piccini slitta a venerdì

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Consiglio regionale

GENOVA. 27 SET. “Bloccata in aula consiliare la nomina dell’amministratore unico della società Liguria Digitale S.p.A. Evidentemente la maggioranza ha fatto male i suoi conti dato che mancano perlomeno un paio di voti per il raggiungimento del quorum di 16”.

Lo ha dichiarato oggi il consigliere regionale Gianni Pastorino (rete a Sinistra) dopo che stamane in aula la votazione (a scrutinio segreto) sul nuovo a.d. di Liguria Digitale designato dalla Regione, l’ingegnere informatico e top manager Paolo Piccini, non ha ottenuto i voti necessari per la nomina, che quindi slitta alla seduta di venerdì.

“In alcuni casi – ha aggiunto Pastorino – le schede contenevano addirittura errori sul nome del candidato proposto dalla Giunta regionale. Un risultato che sottolinea ancora una operazione negativa e fallimentare da parte della Giunta di centrodestra, che rimanda ad un ripensamento del confronto sul futuro di Liguria Digitale e sulla sua programmazione generale. A livello regolamentare la questione deve essere riportata in Giunta con una inevitabile perdita di tempo. Si tratta perciò di un esito negativo per l’intera Regione, per i dipendenti e per tutte le materie che rientrano nella competenza dell’ente, tra cui la sanità su cui Liguria Digitale esercita una notevole influenza”.


“La maggioranza – ha spiegato il gruppo regionale del M5S – si spacca sulla nomina dell’amministratore unico di Liguria Digitale. E lo fa nel modo più comico e clamoroso. Ben tre consiglieri regionali hanno “sbagliato” a votare Piccini, in ben due casi storpiando il nome in Piccinini e in un caso addirittura scrivendo il nome di un ignoto (o ignota) Risso. Un evidente messaggio a Toti da parte dei franchi tiratori che, sfruttando l’anonimato, hanno dato una spallata forte a una maggioranza ormai sempre più scricchiolante e divisa su tutto, incapace di mettersi d’accordo su un nome, figuriamoci a dare un indirizzo politico chiaro ed efficace alla nostra regione.

Il risultato è che Liguria Digitale resta ancora senza amministratore unico a cinque mesi di distanza dalle dimissioni di Bucci. Tutto è rinviato a un nuovo procedimento di Giunta, con tempi che inevitabilmente si dilateranno per mesi. Un brutto, bruttissimo, colpo per la società d’informatizzazione della Regione, ma anche uno scivolone pesante – l’ennesimo – per una Giunta ormai che si regge solo per mera convenienza politica e per fame di poltrone, in attesa delle imminenti elezioni politiche. Oggi è stata scritta l’ennesima brutta pagina della politica ligure”.

“Su Liguria Digitale – ha sottolineato il gruppo regionale del Pd – Toti aveva annunciato piena continuità con il mandato del predecessore che significa continuare a utilizzare l’azienda per la comunicazione del governatore su red carpet e altre inutili attività, anziché per informatizzare la sanità, su cui i risultati sono insoddisfacenti. Di fronte a simili presupposti la sua maggioranza non ha retto, tanto da far saltare la nomina di Paolo Piccini ad amministratore unico di Liguria Digitale, del dopo Marco Bucci. Ci sono infatti tre voti che non tornano per un tali Piccinini e Risso. Morale: la nomina è stata bloccata e torna in Giunta. Siamo di fronte a una maggioranza fragile, che alla prova del voto segreto scricchiola o va letteralmente in pezzi”.

 

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