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Libia, Derna. Restituito il corpo del pilota Adel Jehani ENL assassinato dai muhjaiddiin

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DERNA 19 AGO. (dall’inviato Marcello Di Meglio) Sotto pressione dell’Esercito Nazionale LIbico comandato dal generale Khalifa Haftar, anche autonominato Premier del governo di Tobruk, alternativo a quello “ufficiale” creato ad UE e ONU di Tripoli di Fayez al Serraj, che sta stringendo Derna city ad un assedio tenaglia, i muhjahiddiin che controllano la città hanno restituito il corpo del colonnello pilota Adel Jehani il cui Mig 21 è caduto presso la città lo scorso 28 luglio.

Il colonnello pilota dell’ENL èstato catturato dai miliziani del Council Shoura Muhjaideen che governano la città costiera e polo portuale terminale di carichi di petrolio, è stato barbaramente ucciso da un singolo colpo di kalashnikov alla nuca, come il medico anatomopatologo che ha eseguito a Bengasi l’autopsia ha chiarito.

L’esecuzione del pilota di jet è il pretesto vendicativo di Haftar per scatenare la “Dignity Operation” a partire dallo scorso 4 agosto, scaricando verso la città tutta la sua rabbia, circondandola in maniera nodale, bloccandola da ogni via d’uscita ed entrata. Da allora la situazione è fulmineamente degenerate e Derna, dopo due settimane di morsa alla gola è priva di ogni bene di sussistenza di base, cibo e acqua per primi, ma anche carburante per automezzi.


Haftar ha permesso il 16 agosto scorso l’ingresso in città di un carico di medicinali e attrezzatura sanitarie, arrivate all’Ospedale centrale Wehda che ha ricominciato ad operare, anche se in situazioni di emergenza e precarietà. Tra le corsie del policlinico più grande della città si muore anche per banali infezioni. E chi ne fa le spese sono soprattutto anziani e bambini.

La Mezzaluna Rossa Islamica ha trasferito il cadavere di Adel Jehani a Bengasi con un suo elicottero. I mujahiddiin di Derna hanno confermato che il colonnello Jehani e il suo co-pilota Waeel Waqwaq furono catturati dopo essersi eiettati con la manovra di espulsione d’emergenza del seggiolino del caccia dal Mig-21 poco prima dell’impatto al suolo e sono atterrati sul suolo di Derna con il paracadute.

Comunque in un ritardato comunicato ufficiale del muhjaiddiin rispetto al terribile fatto di sangue che calpesta ogni direttiva sulla tutela dei prigionieri di guerra dei principi del Comitato della Croce Rossa Internazionale con sede a Ginevra, afferma che Jehani “è stato giustiziato a freddo come atto di vendetta verso l’ENL per gli attacchi aerei ordinati da Haftar sulla città”. Il destino del co-pilota  Waqwaq invece è tutt’ora sconosciuto. Potrebbe essere tenuto prigioniero come “merce di scambio”.

L’assassinio di Jehani ha innescato la totale chiusura di Derna da parte di dell’ENL, tranne la recente fornitura caldeggiata dall’UNSMIL di materiale sanitario all’ospedale Wehda del 14 agosto scorso. Nonché l’intensificazione dei bombardamenti aerei come quello dell’8 agosto scorso che ha raso al suolo deposito di arme leggere e pesanti, causando la morte di tre miliziani muhjaiddiin.

Il cadavere del colonnello pilota Adel Jehani è stato alla fine cremato all’ospedale di Bengasi, dopo la cerimonia di preghiere eseguita dall’Imam di Bengasi nel pomeriggio del 14 agosto

Marcello Di Meglio

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