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LETTERA AL DIRETTORE. TRENTENNALE ANNI DI PIOMBO CON MINACCIA DI MORTE

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"Quest’anno non e solo l’anniversario tanto caro ai sessantottini, ma è anche l’anniversario dell’epilogo sanguinoso di cui gli stessi anno portato il paese, cioè gli anni di piombo sfociati in moltissimi eventi luttuosi che la nostra nazione ha dovuto affrontare .
Sono passati trent’anni da quando i terroristi portarono via alla famiglia Berardi il capofamiglia ed allo stato un maresciallo della Polizia di Stato, il 10 Marzo 1978 davanti alla fermata del tram numero 5, ligio al dovere fino all’estremo sacrificio, come tanti in quel periodo, colpevoli solamente perchè credevano nei valori fondamentali della giustizia del dovere e dell’amore per la propria Patria.
Vorrei ricordare anche gli agenti della scorta dell’On Aldo Moro che anche per loro a giorni ricorre l’anniversario del barbaro massacro da parte delle Brigate Rosse in via Fani, ammazzati senza pietà, perché non lo sapremo mai, non è con l’uccisione di tutte queste persone innocenti che le cose sono cambiate.
Abbiamo faticato parecchio noi vittime per far rinverdire la memoria collettiva su quegli anni e dopo trent’anni sembra che finalmente stanno avendo il giusto riconoscimento per il loro sacrificio.
Ma per qualcuno tutto ciò non va bene, il sottoscritto per il proprio lavoro per ricordare insieme alla mia associazione delle vittime del terrorismo “Domus Civitas” tutte le vittime del terrorismo e della mafia, proprio in questi giorni sono arrivate via sms sul mio cellulare delle minacce gravi di morte, ma il sottoscritto non indietreggia, sarò all’altezza di quelli che io voglio ricordare e dico a questi signori che questa volta non ci faremo trovare impreparati ma risponderemo colpo su colpo e troveranno pane per i loro denti. Bruno Berardi – Roma

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