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LETTERA AL DIRETTORE. PENSIERI DI MEZZA ESTATE DOPO UNA GRAN BOTTA SULLA TESTA

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cronache locali. L?’esperienza vissuta mi porta a fare le seguenti considerazioni. Basta. Non ne possiamo più di leggere tutti i giorni sui quotidiani, soprattutto locali (la televisione talora non ritiene importante citare queste notizie), di incidenti – purtroppo spesso mortali – di ciclisti investiti sulle nostre strade. Persone che scelgono di muoversi nel modo più ecologico oggi disponibile, e più conveniente per le nostre città, che pagano di persona.
Ogni anno perdono la vita in Italia circa 300 ciclisti e circa 11 mila rimangono feriti, numeri da primi posti in Europa.
Pensate solo per un attimo al Giro d’Italia, con quella teoria di maglie colorate in rapida successione. Ebbene annualmente nel Belpaese l’equivalente di due grupponi del Giro perde la vita mentre si muove in bicicletta.
Certo, anche i ciclisti a volte hanno le proprie colpe e dovrebbero meglio osservare le regole della strada. Molti conducenti di auto e moto però discreditano la “categoria” dei ciclisti, andando in giro in modo del tutto sconsiderato. Ma questo non deve essere un alibi. Ognuno faccia la sua parte, con più fatti, senza aspettare oltre. Tutto ciò impone di essere più esigenti ed intransigenti, impone di essere meno tolleranti verso chi non rispetta le norme del codice della strada e di attuare efficaci interventi di controllo e di moderazione del traffico.
Da decenni ciclicamente tornano in auge ipotesi di faraoniche opere di trasformazione dell?’ attuale assetto viario locale, quali l?’Aurelia bis, ecc.. ma non esiste in pratica nessuna sensibilità verso la creazione di piste ciclabili vere, non pericolose, con una segnaletica adeguata, curandone nel tempo la manutenzione.
A seguito del trauma cranico e delle ferite riportate nell?’incidente di cui sopra, sono stato trasportato con urgenza all?’ Ospedale Santa Corona, dove sono stato ricoverato per 5 giorni nel reparto di chirurgia plastica.
Sento il dovere di ringraziare quanti mi hanno immediatamente soccorso ed il personale medico e infermieristico che mi ha successivamente assistito con estrema competenza e gentilezza in una struttura capace delle più avanzate prestazioni diagnostiche e sanitarie. Ulteriormente, nei giorni di permanenza la presenza di vaste aree verdi circostanti e la costante vista del mare hanno parecchio contribuito ad alleviare le sofferenze ed il disagio psicologico dovuto alle lesioni subite, dandomi la sensazione di trovarmi in un ambiente concepito per dare serenità al paziente a ai suoi familiari, un ospedale a misura d’ uomo insomma.
Viste le recenti e preoccupanti notizie riguardo le sorti del Santa Corona, spero che i politici ed amministratori riflettano prima di adottare ogni eventuale provvedimento, avendo a cuore in primis le necessità dei malati e non interessi diversi.
Ora non resta che concludere questi brevi pensieri di mezza estate sperando di aver ottenuto da voi lettori un semplice risultato: quello di aver fatto riflettere un po’? tutti sul fatto che, per piccoli o grandi problemi, non tutti potranno vivere questa bella stagione come una vacanza . Comunque ? buone ferie a tutti?! Antonio Rossello.

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