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Legge 160 fondazioni liriche, domani occupazione sovrintendenza Carlo Felice

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Legge 160 fondazioni liriche, domani occupazione sovrintendenza Carlo Felice

GENOVA. 14 GIU. Nell’imminenza della discussione parlamentare e della votazione sugli emendamenti alla Legge 160, le Organizzazioni Sindacali del Teatro Carlo Felice Slc Cgil, Fistel Cisl, Fials Cisal e Snater aderiscono all’iniziativa promossa unitariamente da tutte le Segreterie Nazionali che prevede venerdì 16 giugno 2017 alle ore 10,00 l’occupazione simbolica della Sovrintendenza del teatro.

Tale iniziativa, condotta nello stesso giorno in tutte le Fondazioni lirico-sinfoniche italiane, avrà lo scopo di sensibilizzare tutte le parti in causa rispetto ai pericoli posti in essere dalla Legge 160, qualora non opportunamente emendata, per la funzionalità e la stessa sopravvivenza del settore, e a richiamare le rappresentanze politiche e istituzionali alla necessità di un deciso cambiamento di rotta nelle politiche governative.

“Le Fondazioni Liriche – scrivono le segreterie nazionali dei sindacati – da tempo sono interessate da una crisi debitoria, principalmente dovuta alla progressiva riduzione delle risorse pubbliche.
La legislazione fino ad oggi ha indicato la soluzione a questo problema nel taglio del costo del lavoro. Ma questo rimedio ha comportato la perdita di posti di lavoro e la riduzione degli stipendi dei lavoratori. Abbiamo perso così i corpi di ballo, esternalizzato servizi, aumentato la precarietà.


Ora, mentre il Parlamento definisce una nuova legge per lo spettacolo, pur giudicando positivamente la previsione di stralciare il debito delle Fondazioni che abbiamo letto sui quotidiani, non possiamo che esprimere la nostra preoccupazione nel leggere che contemporaneamente si manifesta l’intenzione di mantenere le disposizioni della legge 160/2016, in particolare la possibilità di declassare le Fondazioni Liriche, che non saranno in equilibrio finanziario, a teatri di tradizioni. Nulla si dice sulle risorse e sulla governance di questi teatri. Il declassamento di una Fondazione Lirica a Teatro di Tradizione non potrà garantire il livello qualitativo offerto. La riduzione delle risorse conseguente, oltre che sulla produzione si abbatterà sui lavoratori. Non sarà possibile mantenere il modello della Fondazione Lirica, basato sulla stabilità.

Noi chiediamo invece di discutere una vera riforma delle Fondazioni Liriche, che abbia come base la garanzia delle risorse necessarie in ambito pluriennale, con un forte coordinamento di quelle nazionali e locali. E’ infatti necessario stabilire, oltre che l’incremento del FUS, anche la quota spettante alle istituzioni locali che deve essere garantita anche nei tempi di effettivo pagamento.

Va garantita anche una governance maggiormente trasparente e una miglior vigilanza da parte del Ministero.
E’ necessario rilanciare il ruolo della lirica nell’ambito musicale, per tornare ad essere un Paese che attrae le eccellenze e bloccare l’attuale fuga degli artisti. Va ricordato che le attuali retribuzioni degli artisti non sono al livello di quelle europee.

Esprimiamo contrarietà all’intenzione di separare le Fondazioni Liriche dai restanti soggetti che hanno accesso al FUS.
Ricordiamo che le Fondazioni Lirico Sinfoniche sono solo 14, e non coprono equamente il territorio nazionale”.

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