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Lega, pm genovesi fanno marcia indietro: ok a sblocco dei conti

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Tribunale

GENOVA. 25 SET. Si fermano a poco meno di due milioni di euro i soldi sequestrati alla Lega Nord dopo la sentenza di condanna di primo grado dell’ex segretario Bossi e e dell’ex tesoriere Belsito per la presunta maxi truffa ai danni del Parlamento per i rimborsi elettorali, che sarebbero stati ottenuti con bilanci alterati. Nei guai erano finiti anche tre ex revisori contabili.

Lo ha deciso oggi il Tribunale di Genova a seguito della relazione presentata dai pm e dell’intervento dei legali del Carroccio.

In sostanza, i magistrati hanno deciso che i soldi che entreranno in futuro nelle casse non potranno essere più bloccati fino al raggiungimento (impensabile) dei quasi 49 milioni di euro sequestrati.


La procura di Genova potrebbe quindi chiedere il sequestro delle restanti somme direttamente ai condannati in primo grado. Oppure potrebbe essere il Parlamento a muoversi, con un’azione civile.

I blocchi dei conti della Lega erano scattati, a sorpresa, una decina di giorni fa in tutta Italia.

Il provvedimento, attuato dalla magistratura genovese per la prima volta nel nostro Paese, aveva sollevato un vespaio di polemiche da sinistra a destra.

Il segretario della Lega Matteo Salvini aveva parlato di un attacco alla democrazia, ma il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi, si era difeso spiegando che la pubblica accusa aveva agito a tutela del Parlamento. Cozzi aveva poi incontrato i legali del Carroccio, proponendo uno sblocco delle somme e lo stop ad ulteriori sequestri dietro garanzie.

Salvini oggi è stato a Genova in vista al salone Nautico, accompagnato dal sindaco Marco Bucci, dal governatore Giovanni Toti e dagli assessori regionali Edoardo Rixi e Stefano Mai.

 

 

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