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Lega, parziale marcia indietro dei pm: se garanzie, sblocco fondi

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Il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi

GENOVA. 19 SET. “Contiamo che la vicenda si risolva velocemente, normalmente e democraticamente, come è giusto che accada in un Paese civile. Contiamo che la sentenza sia rivista dagli stessi giudici”.

Matteo Salvini stamane ha replicato così a chi gli chiedeva se la Lega intenda appellarsi al Capo dello Stato Sergio Mattarella in relazione alla sentenza di Genova, che ha disposto il sequestro preventivo di quasi 49 milioni di euro.

Intanto, dal capoluogo ligure oggi è arrivata una parziale marcia indietro sulla linea dura dei pm e del gip di Genova, definita da ‘Unione Sovietica’ dal leader leghista perché “vogliono imbavagliarci”.


I legali della Lega Nord, dopo il sequestro delle somme dai conti correnti del partito, sono stati ricevuti dal procuratore capo di Genova Francesco Cozzi. L’incontro è durato circa mezz’ora.

“Abbiamo esaminato in modo più approfondito – ha spiegato Cozzi – gli aspetti di questo provvedimento. Adesso valuteranno loro cosa fare, se il ricorso al riesame o chiedere altre cose. La strada maestra è quella della eventuale prestazione di garanzie. Per esempio, una fideiussione o con un immobile e così potrebbero ottenere lo svincolo delle somme.

Questo dimostra la nostra piena consapevolezza della funzione essenziale che svolge un partito politico che si muove nell’ambito costituzionale e che deve poter svolgere la propria attività. E’ stato cancellato ogni risvolto politico. L’incontro si è svolto sul piano estremamente tecnico”.

Finora, da quanto risulta in procura, sono stati sequestrati alla Lega un milione e 800 mila euro. La Guardia di Finanza ha già eseguito il provvedimento in circa il 70% degli istituti bancari dove il Carroccio ha un conto corrente.

Nei prossimi giorni l’iter verrà concluso e la procura di Genova presenterà una relazione al giudice in cui chiederà anche se quanto sequestrato è sufficiente o se bisogna proseguire con eventuali somme che il movimento politico otterrà in futuro. L’orientamento, secondo quanto trapelato oggi da Palazzo di Giustizia, sarebbe quello di fermarsi a quanto “congelato” finora.

 

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