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Lega: amministratore A.R.T.E. Imperia la smetta di fare politica per il Pd

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Foto citofono case popolari, diffusa da un utente Fb e diventata virale sul web

“Chi vive e lavora regolarmente nella nostra città, anche se arriva da fuori Italia, ha gli stessi diritti di chi qui c’è nato”.

Lo ha riferito ad alcuni organi di stampa il nuovo amministratore unico di A.R.T.E. Imperia, Antonio Parolini.

“Attendiamo ed auspichiamo – dice il consigliere regionale Stefania Pucciarelli (Lega) – una chiara smentita dal commercialista indicato alla guida dell’Ente imperiese dall’assessore regionale all’Urbanistica Marco Scajola. Non possiamo, infatti, affermare che ‘il vento è cambiato’ e poi consentire dichiarazioni del genere.


Ognuno può avere la sua opinione politica, ma i tecnici-burocrati non dovrebbero occuparsi di influenzare la cittadinanza attraverso i mass media e nessun boiardo di Regione Liguria può andare contro ciò che, in modo democratico, ha deciso l’Assemblea Legislativa della Liguria su mandato dei cittadini.

In tal senso, avevo presentato una proposta di legge che poi avevo ritirato proprio su richiesta dell’assessore Scajola, il quale aveva però mantenuto nella riforma i principi cardine dell’accesso per le famiglie con ragazze madri e padri separati, delle giovani coppie, degli anziani, dei portatori di handicap, dei 10 anni di residenza in Liguria, dell’assenza di condanne per gravi reati.

Lo scorso fine maggio abbiamo quindi approvato la necessaria riforma dell’edilizia residenziale pubblica allo scopo di mettere gli italiani ed i liguri in difficoltà al centro della nostra azione amministrativa per garantire più diritti, più equità, più giustizia e più case a chi ne ha davvero bisogno.

Un’ottima legge, che tuttavia è stata impugnata dal Governo guarda caso proprio nella parte che fissa il criterio dei 10 anni di residenza, a conferma che il Pd è molto occupato a tutelare il business immigrati, a fare campagna per lo Ius Soli ed a privilegiare gli stranieri piuttosto che pensare ai tanti concittadini italiani sofferenti un grave disagio mai visto in tanti anni.

Pertanto, appare evidente che la maggioranza dei liguri non condivide il pensiero, del tutto fuori luogo, dell’amministratore unico di A.R.T.E. Imperia. Perché, in materia di assegnazione di case popolari e tenendo conto dell’emergenza abitativa, che peraltro vede una massa di persone straniere in attesa in graduatoria nella misura di circa il 45% (la maggior parte nordafricani), non è senz’altro giusto che chi sia arrivato da fuori soltanto ieri possa avere gli stessi diritti di chi da anni paga fior di tasse ed ha contribuito allo sviluppo della nostra Regione e del Paese”.

 

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