L’economia ligure secondo Vaccarezza (FI): anche roba da tartufi

0
CONDIVIDI
Un piatto di tagliolini al tartufo: buonissimi
Un piatto di tagliolini al tartufo: buonissimi
Un piatto di tagliolini al tartufo: buonissimi

GENOVA. 9 LUG. Si sa che è un ottimo politico, ma anche una buona forchetta, da naso e palato fino. Ieri il capogruppo regionale di Forza Italia, fiutando l’importanza dell’argomento, si è recato a Millesimo, dove ha incontrato i rappresentanti dei tartufai per sostenere il settore e promuovere la sinergia fra Piemonte e Liguria.

Insieme al capogruppo forzista, c’era perfino l’eurodeputato Alberto Cirio perché per l’economia e lo sviluppo della nostra regione anche i tartufi “sono una roba seria”. In effetti, a Millesimo ogni anno si tiene la Festa nazionale del tartufo.

“Negli altri stati della UE – ha spiegato Cirio – il tartufo viene considerato un prodotto agricolo spontaneo con una tassazione che va dal 4 al 10%, a differenza del 22% applicato fino ad oggi nel nostro paese. Abbiamo evidenziato questa disparità di trattamento e la Commissione europea, riconoscendo una penalizzazione ingiustificata dell’Italia, ha chiesto al governo italiano di adeguare la normativa a quella degli altri stati dell’Unione. Accanto a questo elemento positivo, però, le recenti modifiche alla legge nazionale mostrano anche alcuni aspetti problematici, in particolare difficoltà burocratiche per i cercatori. Sottoscriveremo un documento congiunto dei tartufai di Liguria, Piemonte e Lombardia per proporre una soluzione prima dell’entrata in vigore ufficiale delle novità a gennaio 2017”.

 

L’incontro a Millesimo è stato anche l’occasione per discutere della normativa regionale ligure in materia di tartufi. Attualmente, i circa 50mila euro ricavati dalle quote annuali dei tesserini, finiscono per legge nel “calderone” del bilancio regionale e difficilmente vengono poi riassegnati al settore.

Vaccarezza, che studierà un meccanismo per fare in modo che tali risorse finiscano in uno fondo immediatamente spendibile dall’ente regionale, nel rispetto delle priorità della legge: tutela dei boschi, valorizzazione e promozione del prodotto e controlli.

“In questo incontro è stato fondamentale il confronto con le associazioni dei tartufai e con i molti sindaci della Val Bormida presenti – ha detto Vaccarezza – solo così possiamo studiare e modificare le normative nazionali e regionali in materia per difendere e promuovere uno dei prodotti di maggior pregio della nostra terra. Inoltre, ci sono tutte le condizioni per far lavorare in modo sinergico il territorio della Val Bormida e quello delle colline piemontesi. Il patrimonio tartufigeno regionale merita di essere un volano economico a tutti gli effetti, punta di diamante della nostra agricoltura”.

 

LASCIA UN COMMENTO