Le strade liguri in sella ad una Indian Roadmaster

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Le strade liguri in sella ad una Indian Roadmaster
Le strade liguri in sella ad una Indian Roadmaster
Le strade liguri in sella ad una Indian Roadmaster

GENOVA. 28 GIU. E’ uno dei marchi motociclistici più antichi del mondo. Ha scritto alcune pagine importanti della storia delle due ruote. Oggi si prepara a festeggiare il suo 115 compleanno arrivando in Liguria.

Stiamo parlando della Indian, fabbrica di motociclette nata nel 1901 a Springfield nel Massachussetts ad opera di George M. Hendee e Carl Oscar Hedström, diventando in poco tempo leader del mercato statunitense. Dopo i fasti di una enorme produzione di serie, le vicende a cavallo delle due guerre mondiali vedranno il declino dell’azienda che chiuderà i battenti definitivamente negli anni Cinquanta.

Per tutto il resto del secolo non si sentirà più parlare del marchio storico se non nelle aule di tribunale per controversie legate all’uso del nome e del noto simbolo dell’indiano di profilo. Il 2011 segna però un passaggio epocale per la Indian: la Polaris Industries, colosso americano leader nel mondo per la costruzione di veicoli da fuoristrada, motoslitte e mezzi speciali (per altro già proprietario del marchio Victory costruttore di moto touring, custom e cruiser) ne acquista il marchio e propone sul mercato i modelli storici rivisitati in chiave moderna.

 

La sintesi effettuata dai tecnici USA è perfettamente riuscita: lo spirito antico delle moto sposa la tecnologia realizzando mezzi adatti ai viaggi, molto divertenti e con una grande personalità. Spinti da propulsori da 111 pollici cubici, ovvero 1811 cc., bicilindrici V twin raffreddati ad aria, nascono per primi i modelli Chief Classic, Chief Vintage e Chieftain. A questi verranno affiancati la Scout, la Springfield e la Roadmaster.

Mentre le prime tre si piazzano nel settore cruiser o bagger, ovvero moto da viaggio in stile retrò per la Chief, mentre la Chieftain si colloca tra i bagger quindi moto con cupolino e borse laterali ma senza bauletto in tipico stile yankee. Stesso dicasi per la Springfield, che però si caratterizza per linee più sobrie anche se non riesce a passare inosservata. Abbiamo poi la Scout, un mezzo agile e polivalente.

Ultimo pezzo in produzione, è il mezzo top di gamma del marchio americano: la Roadmaster. Anche questa ricalca le forme della sua omonima nata negli anni Quaranta che ha percorso in lungo e in largo le strade di tutto il mondo. Roadmaster è una luxury tourer dotata di ogni tipo di comfort ideale per i lunghi viaggi: un grande cupolino anteriore con parabrezza elettrico regolabile, radio di ultima generazione e connettività bluetooth, ampi vani portaoggetti e tris di borse con chiusura centralizzata, solo per citare i principali.

Molta tecnologia ma anche un immenso fascino espresso non solo dal viso fiero dell’indiano che campeggia su parecchi particolari della moto.

Roadmaster è una moto grande, imponente, ideale per macinare chilometri e chilometri lungo le autostrade ma anche in grado di destreggiarsi senza difficoltà nei percorsi misto-veloci. Sicuramente non è un mezzo leggero ma, appena in movimento gli oltre quattrocento chilogrammi di peso sembrano scomparire con il progredire tranquillo della potenza del motore.

Un veicolo sicuramente non adatto ai neofiti ma ideale per chi abbia esperienza di guida e sappia apprezzare la storia e la filosofia costruttiva che arriva da lontano ma con tutte le comodità della tecnologia più moderna, ideali per percorrere infiniti nastri d’asfalto. Il propulsore eroga circa un centinaio, forse non molti per un mezzo di questa cubatura ma, non è la potenza l’obiettivo del motore, ma la coppia, che arriva a ben 139 Nm a soli 2500 giri. Si viaggia in perfetta tranquillità con un filo di gas ma il bicilindrico sa progredire con un vigore incredibile appena si ruota il polso destro. La moto ha comandi morbidissimi, sia freni, che frizione che cambio si azionano con estrema facilità e tutto questo contribuisce a rendere facili le manovre nonostante il peso non indifferente. Abbiamo guidato la Indian Roadmaster lungo le autostrade liguri, forse suo terreno ideale ma ci siamo concessi una gradevole digressione verso nord in direzione del Passo del Faiallo, dove la moto si è distinta per la maneggevolezza e la semplicità di guida, quasi contrastanti con la sua mole. Una calda giornata estiva, appena spazzata dalla brezza leggera ha reso il nostro giro davvero perfetto ed ha rivelato un’attitudine unica di questo mezzo, ad oggi poco consueto sulle nostre strade.

“Stiamo cercando di ampliare la rete di vendita”, spiega Matteo Rota marketing manager di Egimotors importatore ufficiale dei marchi americani, “consolidando la nostra presenza sul territorio nazionale. Le moto sembrano incontrare il favore del pubblico, alla ricerca di un mezzo unico ed originale in grado di garantire emozioni del tutto particolari”. In effetti quello che afferma il responsabile di Egimotors ci corrisponde perfettamente. Un piacere di guida e l’idea di essere in sella ad un mito a due ruote che ha fatto la storia. In questo senso non possiamo non ricordare il successo di Indian al Tourist Trophy, notissima corsa dell’Isola di Man, dove nel 1911 si classifica si tre pià alti gradini del podio.

Sempre per ricordare il mito Indian, non si può non ricordare il record di velocità di Burt Munro pilota neozelandese che nel 1967 a Bonneville sul Lago Salato negli USA fa correre la sua Scout del 1920 da lui personalmente modificata a circa 300 kmh, record ad oggi imbattuto. La storia di questo record è stata narrata nel film datato 2005 e diretto da Roger Donaldson con protagonista Antonhy Hopkins, dal titolo “Indian la grande sfida”.

“Oggi la sfida di Indian è quella di conquistare il cuore dei motociclisti italiani grazie al suo fascino ed originalità. Al momento il gruppo è in trattativa per aprire un punto vendita a Genova che affiancherà quelli già presenti a Milano, Bergamo, Roma e Cesena, in modo da essere più vicini agli appassionati di questa zona…”, prosegue Rota. Ovviamente la frase ci incuriosisce ed interessa e, da appassionati delle due ruote, siamo già pronti a raccontare l’evoluzione di questo percorso in Liguria del marchio a stelle e strisce. (nelle foto di Alessandro Polleri: l’ Indian Roadmaster sulle strade della Liguria). Un grazie a Matteo Rota per aver messo a disposizione la Indian Roadmaster per questo test ride.

Per informazioni: www.egimotors.it; www.indianmoto.it

Roberto Polleri