L’arabo buono è l’arabo morto, il Pd a Barsotti (FI): dimettiti

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Il presidente del consiglio comunale di Chiavari Maurizio Barsotti con il sindaco Roberto Levaggi
Il presidente del consiglio comunale di Chiavari Maurizio Barsotti con il sindaco Roberto Levaggi
Il presidente del consiglio comunale di Chiavari Maurizio Barsotti con il sindaco Roberto Levaggi

GENOVA. 8 APR. L’arabo buono è l’arabo morto: il presidente del consiglio comunale di Chiavari è un apprezzato medico della cittadina del Tigullio. E’ stato vice presidente in Provincia e ha sempre dimostrato di essere un politico mite e moderato.

Stavolta, Maurizio Barsotti (FI) forse per reazione agli ultimi accadimenti avvenuti a Bruxelles e in Nigeria, è andato oltre e il Pd oggi lo ha attaccato chiedendone le dimissioni, anche se il presidente ha rettificato il concetto spiegando che si riferiva ai terroristi islamici.

“Ho letto con un certo sgomento le parole scritte e poi cancellate su Facebook dal presidente del consiglio comunale di Chiavari Barsotti – ha detto oggi il vice capogruppo regionale del Pd Luca Garibaldi – secondo cui “l’arabo buono è l’arabo morto” e il ricercatore Giulio Regeni, ucciso in Egitto, sarebbe stato “un comunista”. Frasi vergognose e indecenti, che risultano ancora più odiose se pronunciate da chi ricopre un’importante carica pubblica (Barsotti, tra l’altro, è anche presidente della conferenza dei sindaci dell’Asl 4). Ma se dichiarazioni come queste ci indignano, allo stesso tempo, purtroppo, non ci stupiscono, visto che sembrano essere diventate ormai il tratto distintivo della destra in Liguria. In queste settimane abbiamo sentito consiglieri regionali definire le madri surrogate “donne fornetto” e altri ancora sostenere che se avessero un figlio gay lo metterebbero nel forno. Oggi siamo arrivati a questi nuovi insulti. E secondo me è giunto il momento di dire basta. Come si possono rappresentare degnamente le istituzioni in questo modo? Credo che Barsotti non possa fare altro che dimettersi e riflettere attentamente sulla gravità di quanto ha scritto”.

 

“La vicenda che riguarda il presidente Barsotti – ha replicato oggi il consigliere regionale Alessandro Puggioni (Lega Nord) – si potrebbe intitolare tocca l’arabo e muori. In questa crociata che il politicamente corretto porta avanti oramai da decenni nella nostra società al fine di zittire e censurare chiunque si permetta di toccare i poveri migranti oppure i musulmani.

La differenza e che il poveretto di turno nulla di male ha fatto, al più una battuta o un commento sopra le righe. Mentre i presunti offesi o discriminati, si fanno saltare in aria nelle nostre città in nome di Allah. Nei loro paesi tagliano le gole con estrema facilità, distruggono monumenti che rappresentano culture millenarie, trattano la donna come un essere inferiore.

Vorrei che tutti i sacerdoti del politicamente corretto fossero altrettanto veloci a condannare quando invece sono oggetto di pesanti attacchi e violenze la nostra cultura, la nostra storia, la nostra religione, le nostre donne, ma loro hanno spesso delle amnesie”. Fabrizio Graffione

 

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