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LA VAL DI NIZZA E’ AVAMPOSTO MILITARE E RELIGIOSO GENOVESE DAL 1400

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amento di segale. Ordinati filari di alberi da frutta, mele e pesche su tutti, si allineano su terreni curati come il salotto di casa propria. Di quelle case medioevali perfettamente restaurate che parlano di una architettura da carruggi genovesi. Val di Nizza, in Provincia di Pavia “per caso”, ? uno dei pi? lampanti esempi di crocevia delle “quattro province” di Genova, Alessandria, Pavia e Piacenza. Qui nel 1400 c’era un possente avamposto di una guarnigione militare della gloriosa Repubblica Dogata della Lanterna. Le famiglie dei genovesi gi? qualche decennio prima si erano pacificamente?fuse con uomini e donne di origine celtica e irlandese venute al seguito del predicatore cattolico Sant’Albano, il pi? sincero e infaticabile successore del grande San Colombano di cui a Certenoli in Valfontanabuona sanno tutto e di pi?. Ne nacque un popolo fiero e schietto?come solo i liguri sanno essere, combinato con la puntigliosa laboriosit? e senso del rispetto per la natura “mater-hominis” dei celti-irlandesi. Poi arrivarono i liguri Malaspina, vassalli di Barbarossa: una mano lava l’altra…Barbarossa li fece marchesi con diritto di controllo con truppe genovesi dell’Alta Via dell’Appennino fino a Sarzana: o gabella per il transito commerciale o non si passa la Croce di San Giorgio?e mantenimento dell’ordine pubblico e della pace di una larga fetta dell’Appennino Ligure. L’attuale dinamico Sindaco di Val di Nizza, Paolo Culacciati, rivendica senza alcun tentennamento?le proprie antiche radici genovesi a partire dal cognome, anzi ne va fiero. E con lui si tratta da pari a pari, non solo per la giovane et? che accomuna il Sindaco e il cronista che scrive,?ma per quel senso istintivo di complicit? che ci fa discutere pacatamente come se fossimo sul Peralto invece che sopra Varzi e Voghera.?Siamo qui perch? Culacciati, pressato dalla comunit? nizzana, ha voluto regalare ai 90 residenti della frazione di Sant’Albano Superiore ma soprattutto ai 1000 villeggianti che dimorano qui d’estate e che?convergono dalle quattro province con una folta rappresentanza di genovesi, il concerto delle “Quattro Chitarre per De Andr?”. La serata ? un successo. Il clima da stadio si?scalda ancor di pi? all’esecuzione della voce solista di Enrico Cultrone, delle canzoni in lingua zeneize come A cimma, Ou Gurilla (traduzione originale da Faber del poeta di Via Del Campo Elio Crovetto, ndr), e trionfo finale sulle parole in melodia dell’Inno Ufficiale della Regione Liguria, la splendida Creuza de ma.?Il Sindaco Culacciati,?di matrice politica cattolica, ? sceso a Genova qualche mese fa. Ha bussato prima a molte porte delle amministarzioni pavesi, alessandrine e piacentine per avere un impianto sportivo degno di questo nome: ha ricevuto “picche e solo picche”.? Poi il colpo di genio. Si ? presentato al portone della Curia in Piazza Matteotti e ha chiesto loro un piccolo impianto sportivo composto da un campo di calcio a 9 e da un campo da tennis regolamentare di propriet? dell’Arcidiocesi del Cardinal Bertone, al momento inutilizzato. Detto fatto, il Dna di Val di Nizza ha scelto d’istinto Genova, Genova ha risposto: “Tra vicini di casa ? il minimo che possiamo fare”.?
Marcello Di Meglio

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