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LA TERRA TREMA TRA SCILLA E CARIDDI: SISMA DI 4.6 RICHTER STANOTTE NELLO STRETTO DI MESSINA. PAURA MA NESSUN DANNO A PERSONE O COSE

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MESSINA 29 AGO. La terra trema. Dalle suggestioni letterarie e cinematografiche verghiane-viscontiane alla paurosa realtà della scorsa notte nel comprensorio dello Stretto di Messina, tra Sicilia e Calabria. Una scossa sismica è stata nitidamente avvertita da migliaia di persone da Catania a Cosenza,  scatenatasi all’1:12 della notte: magnitudo 4.6 della scala Richter.

Molta la paura tra gli abitanti delle due regioni separate dal braccio di mare tra Scilla e Cariddi ma per ora non si registrano danni a cose o persone. Lo riferisce l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) alle falde dell’Etna.

Un risveglio di soprassalto, mobili che traballano, lampadari che si spostano. Batticuore e paura, tanta. Ma la scossa non ha provocato nessun’altra conseguenza. L’epicentro è stato in mare, a una profondità stimata di 46 chilometri.


Le prime testimonianze raccolte al telefono sono di persone spaventatissime. “E’ stata una scossa breve e intensa – racconta uno studente che abita nel centro storico di Messina – mi sono svegliato d’improvviso, mi è parso di sentire i mobili spostarsi. Ma non ci sono state altre conseguenze. Me lo confermano anche parenti e amici che ho contattato subito al telefono e su Facebook”.

Sono le stesse parole che vengono ripetute al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Messina, tempestato dalle telefonate di allarme. “Stiamo ricevendo centinaia di chiamate da parte di persone spaventate – dicono alla sala operativa – ma tutti sinora ci stanno assicurando di non dover segnalare danni a cose o a persone”.

Le onde sismiche sono state nitidamente avvertite da chi abita non solo nei comuni più prossimi all’epicentro (Scilla, Calanna, Fiumara, Laganadi e Sant’Alessio in Aspromonte) ma anche in località più lontane, nel Cosentino e nel Catanese.

L’allarme è rimbalzato immediatamente sui social network, tra richieste di informazioni inviate a familiari e conoscenti e testimonianze di prima mano: “Sono sceso a dare un’occhiata nelle cantine e sono salito all’ultimo piano del palazzo, non ci sono danni – scrive Antonio su Twitter – c’è qualcuno che si preoccupa”. “Ci siamo salvati perché l’epicentro è stato ad una profondità di oltre 40 chilometri – è il “twit” di Salvatore – sennò ci sarebbe stata una lunghissima conta dei morti”.

Qualcuno descrive una specie di incubo: “Continuavo a ripetermi: adesso smette, adesso smette, adesso smette – twitta Valentina Pellitteri – ora sono le 3. Spero di riuscire a dormire”. C’è infine chi riporta su Twitter un dato fornito dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia: tra Sicilia e Calabria, dal 14 agosto sono state avvertite altre 13 scosse di magnitudo inferiore a 3.

Marcello Di Meglio

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