La strategia del caso di M.B.B.

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Il caso, pillola rossa o pillola blu?
Il caso, pillola rossa o pillola blu?
Il caso, pillola rossa o pillola blu?

GENOVA. 25 GEN. Quale significato attribuiamo al “ caso ”, misteriosa ed imperscrutabile entità da cui pare dipendere l’esito di ogni vicenda umana?

Una possibile e positiva risposta alla vexata quaestio la offre un articolo di Oliver Burkeman, giornalista del Guardian, dal titolo “Scelte casuali” (fonte Web).

Trattasi di una scoperta di alcuni neuroscienziati statunitensi in merito alle decisioni prese a “caso”, che rivelerebbero un margine di successo non inferiore alle scelte più ponderate, prese a seguito di lunghe riflessioni.

 

A tal guisa, da adesso, chi fosse avvezzo ad avvalersi del “caso”, può rivelare pubblicamente tale indole senza più incorrere nella critica ed esibire orgogliosamente la propria concezione fatalista della vita, essendone ormai comprovata scientificamente l’efficacia.

Tuttavia, la questione sottende un dilemma applicativo, poiché prevede un corredo cromosomico, un’inclinazione individuale per il metodo. In mancanza di tale corredo, si insinua, a mio avviso, un ostacolo insormontabile alla sua plausibilità.

Resta tuttavia un dato di fatto: il “caso” ha sempre mostrato nella storia la sua natura selvatica, incoercibile. Ha sortito effetti positivi ed inattesi, senza per questo necessariamente smottare in credenze esoteriche di tendenza né in una forma bottegaia di superstizione.

E’, semplicemente, la dualità tra chi si allinea fiducioso alle decisioni dell’imponderabile e chi concettualmente le rifugge, riponendo ogni scelta e speranza solo ed esclusivamente nelle possibilità che offrono l’umana conoscenza e l’esperienza.

In tal senso, ogni decisione (e soluzione) è riposta nell’individuo, sia quando tenta di imporre nel tempo, spesso inutilmente, esiti preordinati ai fatti che lo riguardano, sia quando li declina in una regola aurea, cui attenersi.

Perché, in un “caso” o nell’altro, le cose vanno ed andranno come debbono andare.

E quando (e se) capiremo l’illogicità di tentare di esercitare il dominio su ogni nostra vicenda, di certo la nostra mente, alla buon’ora sgravata di pensieri intasanti, ne trarrà sicuro giovamento.

E, questa volta, non per merito del “caso”, ma per merito nostro.

Massimiliano Barbin Bertorelli

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